21 ottobre 2013

8° giornata in pillole - Rigori e rimonte

Roma-Napoli 2-0 Per motivi di ordine pubblico (non centra Maradona in tribuna) diventa l'anticipo dell'anticipo e si gioca di venerdì sera. Il Napoli parte bene e Pandev si divora un gol già fatto a tu per tu con l'ex De Sanctis. La stessa cosa capita a Insigne che, indeciso se prendersi un rigore cadendo o cercare di segnare, opta per la seconda e calcia contro il palo. Ci pensa anche Hamsik a scheggiare l'incrocio finchè Pjanic non decide che il Napoli ha avuto le sue occasioni e tira una punizione praticamente perfetta sotto l'incrocio. Si ricomincia nella ripresa con la Roma che ha già perso per infortunio sia Totti che Gervinho. Entra Borriello che ha il suo da farsi con Cannavaro, anch'egli subentrato all'infortunato Britos. Nella sfida tutta napoletana, la spunta l'attaccante giallorosso che si conquista un rigore al limite tra il fallo contro e il 'Cannavarochestaiafà?'. Rosso per il difensore partenopeo, gol di Pjanic e en plein della Roma che fa 8 su 8. Complimenti.
Cagliari-Catania 2-1 Incredibile ma vero, il Cagliari gioca una partita in casa. Stavolta nel vero senso della parola visto che dopo più di un anno si torna a giocare al Sant'Elia. Apre la sfida il colpo di testa di Bergessio, ma questo non sembra decisamente essere l'anno del Catania: prima Ibarbo fulmina Frison, poi fulmina in velocità Legrottaglie (vabbè non che ci volesse Flash per farlo) che lo mette giù. Rosso e rigore che però Ibarbo si fa respingere. Ci pensa quasi nel finale Pinilla, colpisce prima il palo e poi punisce ancora Frison, anche Pulvirenti punisce Maran e lo esonera.  Bentornati a casa.
Milan-Udinese 1-0 Nella sfida tra le delusioni di questo campionato vince il Milan. Il bel calcio espresso dalle due compagini nelle scorse edizioni sembra una cosa lontana anni luce, ma come già successo contro la Samp, una perla dell'inaspettato Birsa illumina San Siro. Per il resto il Milan resiste ai poveri arrembaggi dell'Udinese sfoggiando quel che resta di una rosa sempre più falcidiata dagli infortuni e con la testa a non prendere il cappotto in Champions col Barça. Giocava anche Matri.
Atalanta-Lazio 2-1 Il lunch match vede di fronte un'Atalanta sorprendente e una Lazio enigmatica. Ancora una volta non si comprendono molto le mosse tattiche di Petkovic e i biancocelesti incassano il primo gol con un tiro dalla distanza di Cigarini. Nel secondo tempo pareggia i conti il giovane Perea e a quel punto punto Petkovic crede nella vittoria, anche perchè l'Atalanta sembra aver tirato i remi in barca e accontentarsi del pareggio. Dentro Klose e Keità per portare i tre punti e invece contropiede di Denis e 3 punti a Bergamo. Risolvi il rebus.
Fiorentina-Juventus 4-2 Tutto quello che si può dire su questa partita come prologo lo lasciamo alla retorica dei giornalisti. Fatto sta che il primo tempo sembra viaggiare su binari di equilibrio finchè due porcate della difesa viola non lo sbloccano: prima falletto di Gonzalo Rodriguez su Tevez che crolla sulla carezza (lieve ma ingenua) del difensore e rigore trasformato dall'Apache, poi contropiede bianconero con un filtrante spazzato in scivolata da Cuadrado in anticipo su Neto (perchè???) e Pogba che appoggia a porta vuota lo 0-2. Sembra una di quelle partite che la Juve porta a casa senza grossi patemi, anche dopo che una spallata di Asamoah regala il rigore alla Fiorentina per l'1-2 di Rossi a metà secondo tempo. Sembra dicevamo, perchè ancora Rossi 'trafigge' Buffon (alla faccia di chi si era offeso per le parole di Rumenigge lo scorso anno) con un tiraccio che avrebbe parato anche un clone Abbiati-Perin. Manca meno di un quarto d'ora e succede l'inaspettato: la difesa della Juve completamente in bambola lascia solissimo Joaquin che spinge dentro il 3-2 e subito dopo ancora Rossi in contropiede su assist di Cuadrado (lo stesso del primo tempo?) fa 4-2. Rivoluzione viola.
Genoa-Chievo 2-1 Torna a casa anche Gasperini, dopo il Cagliari e Kakà. Il regalo per il ritorno del tecnico a Marassi è la suonata di violino di Gilardino con una bellissima torsione di testa sotto il sette. Nonostante il pareggio di Bentivoglio e una maglia da trasferta decente del Chievo, è ancora il Gila a decidere la partita con la doppietta personale sotto il diluvio di Genova. Sprofonda il Chievo, mangerà il pandoro Sannino?
H. Verona-Parma 3-2 Derby gialloblu e altra partita ricca di rigori (record del campionato per numero di rigori nella stessa giornata). Per prima cosa ci si dovrebbe occupare di un tema serio: altro che discriminazione territoriale, razzismo e baggianate simili, bisogna punire le esultanze di Cacciatore, che essendo terzino dovrebbe anche smettere di segnare, non è mica Maldera! Parolo pareggia i conti e Cassano porta in vantaggio i ducali. Tutti parlano dei rigori assegnati al Milan ma forse non si sono ancora resi conto di quanti ne ha segnati Jorginho da inizio stagione. Toni ne conquista uno, più uno regalato nel finale e Jorginho timbra due volte il cartellino, rimontando da 1-2 a 3-2. Verona al quarto posto, nel giorno del lutto per l'ex presidente Martinelli. Un minuto di silenzio.
Livorno-Sampdoria 1-2 Sul trend di giornata, anche Livorno e Sampdoria non vogliono essere da meno in quanto a rigori. Apre le marcature un rigore di Eder e la partita sembra finire così se non ci fossero i minuti di recupero: il Livorno riacciuffa il pari con Siligardi al 92', partita finita? Macchè, il finale thrilling di Livorno arriva fino al minuto 96' quando ancora un rigore, stavolta calciato da Pozzi, stabilisce il risultato finale sull'1-2. Partita vietata ai cardiopatici.
Sassuolo-Bologna 2-1 Prima storica vittoria del Sassuolo in Serie A proprio nel derby dell'Emilia. Sassuolo che tra l'altro si scalza anche dall'ultimo posto in classifica, occupato ora dal Bologna. Ancora una volta Bologna irriconoscibile, piegato prima da un rigore di Berardi dopo un frontale con un difensore rossoblu. Floro Flores raddoppia e solo un rigore di Alino Diamanti riaccende le speranze del Bologna. Speranze vane in realtà perchè la partita finisce così. Puniti.
Torino-Inter 3-3 Il posticipo regala spettacolo: dopo 5' rosso ad Handanovic e calcio di rigore per il Toro. Cerci si fa parare la conclusione dal neo entrato Carrizo e vantaggio granata rimandato. Per portare in vantaggio il Toro ci vuole una perla di Farnerud che batte Carrizo con un bel diagonale al volo. Guarin non ci sta e sul finire del primo tempo regala il pareggio con una bella rovesciata dopo un'uscita a vuoto di Padelli. Il Toro con le grandi quest'anno non ha mai avuto molta fortuna e nel secondo tempo ritrova il vantaggio con gol di Immobile. Nemmeno il tempo di esultare perchè Palacio trova il pari con colpo di testa facile facile su un'altra uscita a vuoto di Padelli. Lo spettro del Milan aleggia di nuovo su Torino, tant'è che l'Inter in 10 trova persino il gol del sorpasso, altro contropiede e assist di Belfodil per Palacio che appoggia a pochi passi dalla porta. Sembra incredibile, finchè al minuto 93' da Bari con furore, Bellomo trova una parabola maligna su una contestatissima punizione. Risultato: 3-3, tutti scontenti, polemiche a gogò ma almeno tanti gol.

La frase del giorno - 21 Ottobre 2013

"Se fossi venuto alla Juve, avrei avuto una vita privata più serena"
Diego Armando Maradona

18 ottobre 2013

Allenatori da giocatori - Rudi Garcia

L'attuale allenatore della Roma, il francese Garcia è stato un centrocampista offensivo figlio d'arte (padre spagnolo tra l'altro) dalla scarsa vena realizzativa. Nè lui nè il padre sono sicuramente saliti alla ribalta per la loro carriera agonistica, ma Rudi ha saputo prendersi la sua rivincita da allenatore. A 18 anni, dopo il diploma, firmò per il Lilla nel quale giocò per 5 stagioni. Il suo primo gol con la maglia del Lilla fu in un PSG-Lilla del 1984, segnando il gol del definitivo 2-3 proprio contro la sua squadra del cuore. Nel 1988 poi il trasferimento al Caen e da lì al Martigues, ma una serie di infortuni a schiena e ginocchio gli fecero saltare buona parte delle partite, agevolandolo nella scelta di intraprendere gli studi universitari in Scienze Motorie. Dopo il ritiro dal calcio giocato infatti, sfruttò proprio quanto appreso sui banchi universitari per intraprendere la carriera di allenatore e dopo una prima esperienza nelle categorie inferiori, passò prima come preparatore atletico, poi vice e infine come titolare della panchina del Saint-Etienne. Dopo la promozione in Ligue 2 del Digione e la buona stagione a Le Mans, viene ingaggiato dal Lilla, la sua ex squadra, che in 5 anni riesce a portare persino a vincere il titolo francese con tanto di doppietta con la coppa nazionale nel 2010/11. Oggi ci riprova con la Roma.

Carriera da giocatore (fonte Wikipedia):
1983-1988Lilla Lilla68 (4)
1988-1991Caen Caen57 (1)
1991-1992Martigues Martigues13 (0)

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Il curioso caso di Marco Negri

Quanti di noi sognano quella chiamata dall'estero per mollare una situazione di lavoro precaria qui in Italia. Ebbene c'è chi questa chiamata l'ha ricevuta, per esempio Marco Negri. Marco è un attaccante milanese che gioca più che altro in squadre di Serie B e C1: parte da Udine, poi Ternana e Bologna. Arriva la stagione 1995/96 e Negri, dopo una buona stagione al Cosenza, passa al Perugia in B dove con 18 reti contribuisce alla promozione degli umbri in massima serie. Alla sua stagione di esordio in Serie A, l'attaccante buca la rete avversaria per ben 15 volte e a quel punto i palcoscenici del calcio gli si potrebbero aprire numerosi davanti a sè. Ma la chiamata tanto attesa, l'occasione di una vita non arriva dall'Italia, bensì da Walter Smith, ex giocatore scozzese, nel 1997 allenatore dei Rangers di Glasgow di Gascoigne e Laudrup, detentori del titolo.

La frase del giorno - 18 Ottobre 2013

"Cantare con Celentano è come giocare con Pelè: fantastico"
Massimo Moratti

17 ottobre 2013

Maglie storiche - Bayer Leverkusen 2002

La divisa indossata dal Bayer Leverkusen di Ballack e Lucio, l'anno della finale di Champions persa a Glasgow contro il Real Madrid

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Maglie storiche - Giamaica 1998

La Giamaica partecipa per la prima volta nella sua storia alla fase finale di un Mondiale, Francia '98

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Allenatori da giocatori - Raymond Domenech


L'istrionico ex CT della Francia e appassionato di astrologia (non convocò Trezeguet perchè del segno dello scorpione), Raymond Domenech è stato un discreto difensore tenace e combattivo, giocando nel ruolo di terzino, che ha trascorso tutta la sua carriera in Francia, giocando anche nel PSG e nel Lione. Vinse due campionati (uno a Strasburgo e uno a Bordeaux) e due coppe di Francia (Lione e Bordeaux, l'anno della doppietta girondina 1983-84). Venne anche convocato in nazionale, dove però fece solo 8 presenze. Nel 1984, con il trasferimento al Mulhouse, diventa allenatore-giocatore e da lì inizierà la sua carriera in panchina.

Carriera da giocatore (fonte Wikipedia):
1970-1977O. Lione O. Lione255 (10)
1977-1981Strasburgo Strasburgo138 (4)
1981-1982Paris SG Paris SG19 (1)
1982-1984Bordeaux Bordeaux47 (3)
1984-1988Mulhouse Mulhouse13 (0)
Nazionale
1973-1979Francia Francia8 (0)

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