30 dicembre 2013

Maglie storiche - Magdeburgo 1974

Il Magdeburgo batte 2-0 il Milan in finale di Coppa Coppe a Rotterdam ed è la prima e unica squadra della Germania Est a vincere un titolo europeo

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23 dicembre 2013

17° giornata in pillole - Questione di Derby

Livorno-Udinese 1-2 Sfida tra le deluse del campionato, ovvio che chi rischia di più sono gli amaranto, invischiati nei bassi fondi della classifica e di fronte al pubblico di casa. Finisce in contestazione, ovviamente, visto il risultato, con il presidente Spinelli che minaccia di lasciare squadra e k-way giallo. Sblocca il match Nico Lopez, che trova una traiettoria improbabile e batte Bardi. Il pareggio amaranto arriva con Siligardi, abile a saltare Domizzi e a segnare in diagonale. Chiude il match su azione d'angolo Heurtaux, abile a insaccare dopo una serie di rimpalli. E partono i fischi. 
Cagliari-Napoli 1-1 Il sabato sera potrebbe regalare soddisfazione ai napoletani e invece, regala solo un pari. In terra sarda si parla di addii, mentre il Napoli pensa alle rincorse alla vetta. Rimangono un po' tutti delusi, Cellino dall'atteggiamento dei suoi "partenti" (non solo Nainggolan?), gli azzurri dal risultato. Apre le marcature Nenè, oh già ancora un suo gol, che mette dentro un cross di Astori dopo l'erroraccio difensivo di Maggio. Il pari è raggiunto su un calcio di rigore un po' dubbio concesso per fallo di Astori su Pandev e realizzato di Higuain. Nel secondo tempo annullato un bel desto al volo al Napoli per fuorigioco. Insomma, Juve e Roma se ne vanno e Napoli resta a guardare.
Bologna-Genoa 1-0 A pranzo sfida a rischio in casa Bologna, con Pioli che vede alle spalle lo spettro di Baggio. Il Genoa ha raggiunto una quota di tranquillità e arriva da una serie di risultati positivi forse è questo che favorisce i padroni di casa che con rabbia e cattiveria riescono a portare a casa i tre punti, grazie a un bel rasoterra di Diamanti, che torna al gol su azione dopo un'eternità. Il Bomber Moscardelli ci prova a restare all'altezza di questo soprannome ma non trova la via del gol, sfoggiando in compenso una barba d'altri tempi. Il Divin Codino può aspettare.
Atalanta-Juventus 1-4 Sull'onda dei completini di Natale, l'Atalanta gioca in casa in divisa rossa e ospita la Juve vogliosa dei 3 punti. Pronti via e Tevez batte Consigli con un destro da fuori. Il vantaggio dura fino quasi alla mezz'ora, con il pari di Maxi Moralez che batte Buffon in diagonale dopo aver colpito il palo. Il secondo tempo però è tutta un'altra cosa: l'1-2 è targato Pogba, abile a insaccare da distanza ravvicinata, mentre Llorente porta a 3 le reti dei bianconeri dopo aver messo a sedere un difensore bergamasco. Il quarto gol porta la firma niente meno che di Vidal, manco a dirlo. La Juve si porta a +5 sulla Roma e chiude al meglio un 2013 sensazionale.
Verona-Lazio 4-1 L'annus horribilis della Lazio per fortuna è arrivato a compimento, con la speranza che il 2014 possa essere leggermente differente. Petkovic conclude il 2013 e forse anche la sua esperienza in biancoceleste con una brutta sconfitta in casa di un Verona che è tornato ad alti livelli come a inizio campionato. Torna in grande spolvero anche Luca Toni, che sblocca il match dopo 5 minuti con un colpo di testa su una punizione. Colpo di testa anche per Biglia, che pareggia i conti su azione d'angolo con parte di responsabilità del portiere Rafael. Il vantaggio veronese arriva con una punizione da distanza di siderale di Iturbe, con Marchetti che ricambia il favore al collega brasiliano e arriva in ritardo sul tiro. Il secondo tempo serve solo a far dilagare i gialloblu con l'assist di Toni per Romulo che insacca a porta vuota e ancora Toni che mette dentro il quarto gol a tu per tu con Marchetti. L'aquila vola basso.
Roma-Catania 4-0 Restare a -5 dalla Juve per poter credere ancora in qualcosa di importante è l'obiettivo di giornata e l'avversario non lo rende di certo impossibile. Il Catania che già in passato a Roma ne aveva prese 7 oggi limiti i danni prendendone solo 4 ma il risultato sarebbe potuto essere molto più ampio. Il primo gol è merito di Benatia che insacca di testa dopo un primo colpo di testa di Destro. Il 2-0 arriva nel secondo tempo, complice la colossale cappella di Frison, impeccabile fino a quel momento, che si fa sfuggire un innocuo cross di Maicon e permette a Destro di insaccare a porta vuota il terzo gol in 3 partite. Il terzo gol è ancora targato Benatia (che chiuderà anche la partita da capitano dopo l'uscita di Totti) che ancora di testa segna ai siciliani la sua doppietta personale. L'ultimo gol della partita è opera di Gervinho che, dopo aver già colto un palo a porta vuota in precedenza, beffa ancora il portiere dei rossazzurri con un tiro maldestro che si insacca inesorabilmente. Il poker è servito.
Sampdoria-Parma 1-1 La cura Mihajlovic si fa sentire eccome e il più rinsavito di tutti sembra Eder, ancora a segno, nonostante un inizio di stagione non proprio prolifico. Il Parma però dal canto suo fa una buona partita, anche grazie alla vena positiva di Sansone che scorrazza per tutto il campo seminando il panico nella difesa blucerchiata. Il pari dei ducali viene però raggiunto da capitan Lucarelli, con un colpo di testa su calcio d'angolo. Le squadre si dividono la posta e per ora va bene così.
Sassuolo-Fiorentina 0-1 La Fiorentina vuole restare agganciata al treno di testa, soprattutto dopo il pari del Napoli del sabato. La partita però risulta essere piuttosto complicata, con i viola che faticano a realizzare e gli emiliani che rischiano il vantaggio con Zaza. Nel finale però Pepito Rossi risolve la partita con un destro dal limite dell'area che batte Pegolo e lo lancia sempre di più in testa alla classifica cannonieri. Rischia anche il raddoppio la Fiorentina, con Ilicic che tutto solo davanti al portiere neroverde coglie il palo interno ma la traiettoria è a uscire quindi palla fuori. Montella sogna, Pepito domina.
Torino-Chievo 4-1 Il Torino vola alto con l'Europa League a un passo, ma l'inizio della partita non sembra essere dei migliori: apre le marcature Thereau, che batte Padelli insaccando da centro area un cross dalla destra di Sardo. Sale allora in cattedra Ciro Immobile, prima sbagliando un'occasionissima, poi realizzando il pari su assist di Cerci nel recupero del primo tempo. Nel secondo tempo arriva il vantaggio granata, ancora con Immobile che dalla sinistra si accentra e di destro trova il palo lontano. Terzo gol siglato da Vives, ma merito sempre di Cerci che gli consente di insaccare facilmente. Poker firmato proprio da Cerci, fino a quel momento solo in versione assist-man, che stavolta trova l'angolino con un precisissimo rasoterra da giocatore di biliardo. Ventura gode, Cairo gongola.
Inter-Milan 1-0 E siamo al derby che chiude la giornata e il 2013 calcistico. Per il Milan vale lo stesso discorso della Lazio: per fortuna è finito il 2013, nonostante Allegri avesse pronosticato una situazione di classifica differente a dicembre (differente lo è sicuramente, ma ci si aspettava in meglio). Per l'Inter si conclude un anno un po' così così, con la cura Mazzarri che fra alti e bassi garantisce quantomeno la vittoria sui cugini. La partita di per sè è stata ben lontana dai livelli che le compagini milanesi ci hanno abituato ad offrire: qualità bassa, molti errori e tattiche non proprio eccelse. Il risultato è che la partita si sblocca solo nel finale, in classico stile Mazzarri, grazie a un colpo di genio di Palacio che di tacco anticipa Zapata e batte Abbiati. Fino a quel momento il Milan non aveva assolutamente demeritato, rischiando il vantaggio più volte ma come spesso è accaduto quest'anno, risultando poco incisivo. Poi il crollo fisico, la tardiva sostituzione di qualche elemento (come spesso accaduto quest'anno) in debito di ossigeno e l'Inter che è riuscita a prevalere non solo fisicamente ma anche in termini di risultato. Inter che reclama anche un rigore che effettivamente era da assegnare nel primo tempo su Palacio, ma che probabilmente avrebbe fatto il pari con uno da assegnare al Milan nel secondo. Augurandoci un 2014 di più alto livello in quel di Milano, buon Natale a tutti i tifosi!

20 dicembre 2013

Maglie storiche - Shakhtar 2009

Lo Shakhtar si aggiudica il suo primo e unico (finora) trofeo europeo, battendo in finale di Europa League il Werder Brema che in precedenza aveva eliminato Milan e Udinese

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La frase del giorno - 20 Dicembre 2013

"Se vedo che in Nazionale giocano Ogbonna e Bonucci mi viene da piangere"
Pasquale Bruno

19 dicembre 2013

Maglie storiche - Mazembe 2010

Il Mazembe (Congo) è la prima squadra africana della storia a raggiungere la finale del Mondiale per Club, venendo però sconfitto dall'Inter del Triplete per 3-0

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La frase del giorno - 19 Dicembre 2013

"Mi innamorai del calcio come mi sarei potuto innamorare delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente, senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sè"
Tratto da Febbre a 90° - Nick Hornby

18 dicembre 2013

Maglie storiche - O. Lione 2008

Il Lione di Juninho, Benzema e Fabio Grosso entra nella storia vincendo il 7° campionato consecutivo, nonchè settimo titolo nella storia del club francese

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La frase del giorno - 18 Dicembre 2013

"Non direi di essere il miglior allenatore al mondo, ma sicuramente sono nella Top One"
Brian Clough

17 dicembre 2013

16 dicembre 2013

16° giornata in pillole - Si cala il poker

Catania-Verona 0-0 Sabato di calcio spettacolo quello andato in scena questo weekend, se avete visto Manchester City-Arsenal. La sera invece davano in onda Catania-Verona che non è stato propriamente all'altezza del big match di Premier e infatti se in Inghilterra han giocato a mille all'ora ed è finita 6-3, come posso commentare lo 0-0 di Catania? Di per sè non è stata poi una partitaccia, ma il Catania resta ancora davvero poca roba, il Verona si è preso quasi un turno di riposo e voi avete avuto il sabato sera libero. Che volete di più?
Chievo-Sampdoria 0-1 Quando il merchandising la fa da padrone ecco che vanno in scena partite strane come questa. Se già ho fatto fatica a riconoscere le squadre dalle loro maglie nello scorso turno di Europa League, figuratevi in questa partita: il Chievo, storicamente gialloblu, si presenta con la maglia natalizia blu; dall'altra parte la Samp, soprannominata blucerchiata per un'ovvia ragione, è costretta a giocare in bianco. Insomma nessuno ha giocato con la sua maglia, ma Eder, non proprio un gigante, ha svettato di testa su calcio d'angolo in mezzo ai difensori clivensi e ha fatto 0-1. Match winner di bianco.
Fiorentina-Bologna 3-0 Come nella boxe, anche la Fiorentina domenica ha avuto il suo sparring partner, quell'avversario che sembra faccia finta di impensierirti, ma in realtà serve solo come banco di prova per un match più importante e ovviamente non è tenuto a vincere. Così è stato il Bologna, partito bene e subito pericoloso con Cristaldo, che poi dopo poco più di 10 minuti ha lasciato la scena ai viola e si è eclissato completamente. Il vantaggio è siglato dal recuperato Ilicic, autore di una bella azione personale, che mette a sedere un paio di difensori rossoblu e batte Curci. Il raddoppio sempre nel primo tempo arriva per merito di Borja Valero, assistito da Rossi, ma lasciato completamente solo in area. Chiude lo stesso Pepito Rossi il discorso nel secondo tempo, con un prezioso pallonetto d'esterno sinistro a scavalcare Curci e a mettere fine ai giochi. La capigliatura di Cuadrado dovrebbe essere dichiarata illegale, o per rispetto ai parrucchieri dovrebbe giocare di lunedì che son chiusi.
Genoa-Atalanta 1-1 Sarebbe stata un'altra bella, preziosa vittoria del Genoa di Gasperini e invece no. "Sarebbe stata" perchè il Genoa lotta per tutta la partita e tenta di conquistare i tre punti davanti al proprio pubblico, realizzando il vantaggio con il gol di Bertolacci, che sfrutta un rimpallo in area bergamasca su azione di Gilardino, ma quando tutto ormai sembra finito, al 94' arriva la doccia fredda targata De Luca, entrato per l'arrembaggio finale. In ogni caso il Genoa prosegue la sua marcia positiva, sogni d'Europa?
Lazio-Livorno 2-0 Petkovic dentro di sè lo sapeva che sarebbe bastato Klose. Tanto rumore per nulla: disastri a destra e a manca, poi torna il gigante tedesco e tutto si sistema di nuovo. Il terminale offensivo che mancava a questa Lazio, ma soprattutto una vittoria e una mentalità diversa, fanno sì che alla Roma biancoceleste torni il sorriso. Sembra la partita del dentro o fuori, per entrambi gli allenatori, e la decide Klose, sfruttando un bel taglio in profondità che realizza in gol dopo un primo tentativo di scavetto respinto da Bardi. Il 2-0 nasce da un tiro sbagliato di Candreva che ancora il tedesco Klose corregge in porta da distanza ravvicinata. Il resto è ordinaria amministrazione.
Parma-Cagliari 0-0 Per scrivere qualcosa di questa partita potrei dilungarmi sulla lista di ammoniti e di sostituzioni effettuate nell'arco dei novanta minuti. Potrei raccontarvi del palo nel secondo tempo colpito da Nenè (il suo gol quest'anno l'ha già fatto) oppure potrei dirvi della particolare ammonizione presa da Cassano che, diffidato, salterà proprio la sua ex Sampdoria (volontariamente?). Potrei dirvi un sacco di cose su questa partita ma concluderei con la notizia che è entrato anche Gianni Munari. Godetevela.
Udinese-Torino 0-2 Prova di forza del Toro in Friuli. Guidolin recupera Di Natale, ma forse un Totò in queste condizioni serve a poco, soprattutto se poi è l'unica scelta possibile in attacco. Il Toro ne approfitta per dare una mazzata ai friulani, giocando oltretutto anche una bella partita e andando vicino al gol con Immobile servito da uno splendido colpo di tacco di Cerci. Il gol del vantaggio granata però arriva in apertura di seconda frazione, con un assist di Cerci per lo svedese Farnerud che beffa Brkic con uno splendido tocco sotto. Il raddoppio è opera di Ciro Immobile che di testa batte ancora l'estremo difensore dell'Udinese e chiude il discorso. orino al settimo posto.
Juventus-Sassuolo 4-0 Curva chiusa, esperimento bambini volume due. Allo Stadium è grande festa e se vi ricordate il discorso "sparring partner" di Firenze, la stessa cosa è accaduta a Torino. Il Sassuolo fa ben poco, anzi, si risparmia preventivamente l'unico capace di impensierire gli avversari (Berardi squalificato) e fa la sua comparsata a Torino. Bianconeri in vantaggio con il tap-in di Tevez su una bella finta di Vidal che trova la respinta di Pegolo e il gol dell'argentino. Raddoppio con un colpo di testa di Peluso (eh sì, c'era anche lui) su calcio di punizione battuto dall'Apache. A fine primo tempo è un regalo della difesa emiliana a concedere la doppietta personale a Tevez che manda le squadre al riposo sul 3-0. Il secondo tempo è una pura formalità e una boccata d'aria fresca dopo l'eliminazione in Champions. Arriva anche il quarto gol, terzo personale di Tevez che insacca da distanza ravvicinata un cross dalla destra di Isla (eh sì, c'era anche lui) e si porta a casa il pallone. 8volante bianconero.
Napoli-Inter 4-2 Al San Paolo va di scena uno strano incrocio di personaggi: sfida a panchine praticamente invertite tra chi (Mazzarri) ha fatto la storia del ritorno ai grandi palcoscenici del Napoli e chi (Benitez) ha visto il primo declino della compagine nerazzurra dopo il Triplete. Eppure a vederli ieri sembravano totalmente l'opposto. Sì perchè infatti Benitez e il suo Napoli strapazzano Mazzarri e la sua Inter, con un risultato che ha rischiato di essere anche più ampio. Il primo tempo è da infarto e sconsigliabile ai deboli di cuore: si parte con il vantaggio azzurro con il gol di Higuain che insacca al volo di sinistro su gentile concessione di Nagatomo che spazza di testa centralmente come nemmeno i pulcini. Pari nerazzurro raggiunto da Cambiasso che si ritrova in area davanti all'incolpevole Rafael. Napoli di nuovo avanti con il gol di Mertens che sfrutta un pallone vagante al limite e batte Handanovic e immediato 3-1 di Dzemaili che sembra chiudere il discorso. Il giapponesino Nagatomo si fa perdonare l'errore iniziale, insaccando il gol della speranza nei minuti di recupero del primo tempo e fa 3-2. Nel secondo tempo rallentano un po' i ritmi e Alvarez si becca due cartellini gialli in 20 minuti (il secondo per un fallo di mano involontario) e si fa espellere. Allora è Callejon a timbrare il cartellino per il poker sfruttando l'assist di Insigne, che nel primo tempo aveva colto l'incrocio. Al 90' Ranocchia aggancia in area il neoentrato, nonchè ex, Pandev ma lo stesso macedone si fa parare il tiro dal dischetto dal pararigori per eccellenza Handanovic. Comunque sia, poker Napoli.
Milan-Roma stasera Quest'anno la Roma sembra abbia deciso di giocare solo di lunedì, forse per farmi un dispetto o forse perchè hanno paura dei miei commenti. In ogni caso grande sfida a San Siro, proprio nel giorno del 114esimo compleanno dei Rossoneri. Tanti auguri!