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03 dicembre 2013

Maglie storiche - Stella Rossa 1991

La Stella Rossa di Belgrado vince al San Nicola di Bari la sua unica Coppa Campioni della storia, battendo in finale l'Olympique Marsiglia

Scopri le altre maglie nella sezione Maglie Storiche

06 novembre 2013

Stadi - Lužniki

Nome originale: Большая спортивная арена Олимпийского комплекса Лужники
Città: Mosca
Inaugurazione: 1956
Dimensioni: 105 x 68
Capienza: 78.360
Squadra: Spartak, Russia
Partite da ricordare: Manch. Utd - Chelsea 1-1 (6-5 dcr) (2008)
Parma-Marsiglia 3-0 (1999)

La Grande Arena Sportiva del Complesso Olimpico Luzhniki è uno degli stadi della città di Mosca, costruito nel 1956 e inizialmente era chiamato Stadio Centrale Lenin. Il nome attuale Luzhniki (dal 1992) è preso dalle pianure formate in quella zona dal fiume Moscova. Nell'estate del 1980 ha ospitato le Olimpiadi di Mosca, famose per essere state soggette al boicottaggio degli Stati Uniti che non vi parteciparono in seguito all'invasione Sovietica dell'Afghanistan (la storia si ripete). Al tempo delle Olimpiadi, l'impianto e le tribune erano completamente scoperte, solo nel 1996 venne costruita la copertura attuale delle tribune. Ufficialmente è lo stadio della nazionale di calcio russa, oltre che essere utilizzato per ospitare le partite casalinghe dello Spartak Mosca e, per il biennio 2007-2009, anche quelle del CSKA Mosca. In questo impianto si sono tenute solamente due finale di trofei continentali: la finale di Coppa Uefa del 1999 tra Parma e Marsiglia, vinta dagli emiliani per 3 a 0 (Crespo, Vanoli e Chiesa) e la finale di Champions League tra Manchester United e Chelsea, vinta ai rigori dai Red Devils sotto il diluvio di Mosca, dopo lo scivolone di Terry dal dischetto. Sarà lo stadio che ospiterà la finale dei Mondiali previsti in Russia per il 2018.
Lo stadio è tristemente noto (o meglio non noto) anche per una tragedia, molto simile a quella dell'Heysel o dell'Hillsborough, accaduta solo due anni prima del crollo allo stadio di Bruxelles. La vicenda non è nota semplicemente perchè al tempo, il regime sovietico decise di insabbiare l'incidente per evitare ripercussioni di immagine, e non, a livello internazionale, ma nell'occasione morirono ben 66 spettatori (o forse addirittura 134):
il 20 ottobre 1982, in occasione della partita di Coppa Uefa tra lo Spartak e gli olandesi dell'Haarlem, sul risultato di 1-0 per i padroni di casa e a pochi minuti dalla fine, alcuni spettatori iniziarono a lasciare lo stadio, spinti anche dal clima rigido di quella sera e la pioggia battente (la copertura delle tribune venne costruita 14 anni dopo). Al minuto 88' però, il gol di Svecov per il raddoppio dei russi fece tornare sui loro passi quelli che stavano abbandonando lo stadio, ostacolati però dalla polizia che ne impediva il rientro. L'affollamento che si generò sulla scalinata fu tale da farla crollare e far morire schiacciate 66 persone (134 stabilite da una corte nel 1989). L'incidente fu prontamente insabbiato dai sovietici, che lo fecero passare come un incidente con alcuni feriti, senza riportare la gravità dei fatti realmente accaduti. L'unico condannato al processo che venne fatto nel 1983 fu il custode dello stadio, per giunta neo assunto. Il 20 ottobre 2007, a distanza di 25 anni dalla tragedia, venne giocato un match commemorativo tra gli ex giocatori delle due squadre, ma ancora nessuno si è scusato per quanto avvenuto.

05 novembre 2013

Stadi - Vélodrome

Nome originale: Stade Vélodrome
Città: Marsiglia
Inaugurazione: 1937
Dimensioni: 105 x 68
Capienza: 60.032
Squadra: Olympique Marsiglia
Partite da ricordare: Olympique Marsiglia-Milan sospesa (1991)

Lo stadio Vélodrome è il più grande stadio francese a ospitare una squadra di calcio, con i suoi 60.000
spettatori. Venne costruito nel 1937 e inizialmente, come suggerisce il nome, ospitava anche delle gare di ciclismo. La pista adibita a queste gare però è andata col tempo rimpiazzata dagli spalti fino ad occuparla interamente. La caratteristica principale dello stadio sono le sue tribune molto ampie e totalmente scoperte, ad eccezione di una. I lavori attualmente in corso per la rimodernizzazione dell'impianto in occasione degli Europei in Francia del 2016, prevedono la copertura totale degli spalti.
Lo stadio venne inaugurato nel 1937 da una partita amichevole tra Marsiglia e il Torino di Raf Vallone (che poi diventò attore) vinta dai padroni di casa per 2-1. Nonostante ciò, inizialmente l'OM era restìo all'utilizzo di questo campo, in quanto di proprietà del comune, restando maggiormente legato allo stadio Huveaune, ma dopo la Seconda Guerra Mondiale, la squadra si trasferì definitivamente al Vélodrome. Dagli anni '70 l'Olympique iniziò a condividere lo stadio con le partite di rugby e proprio nel 1970 ci furono i primi lavori di restauro per installare le torrette dell'illuminazione e ingrandire le tribune che arrivarono fino a 55.000 seggiolini. Lo stadio che aveva già ospitato due partite dell'Italia campione del mondo ai mondiali del '38 e due partite dell'Europeo '60, ospitò anche altre due partite all'Europeo del 1984, vinto proprio dai padroni di casa che qui giocarono la Semifinale vincente contro il Portogallo. Al Mondiale del 1998 vennero giocate ben 7 partite, tra cui Italia-Norvegia 1-0 con gol di Vieri e la semifinale Brasile-Olanda, terminata con la vittoria dei verdeoro ai calci di rigore. Ma la partita che più di tutte ha fatto la storia del Vélodrome è sicuramente OM-Milan della Coppa Campioni 1991.
Il 20 marzo 1991 si gioca a Marsiglia il ritorno dei Quarti di Coppa Campioni tra Olympique Marsiglia e Milan. Dopo il pari dell'andata per 1-1 con il gol di Gullit e il pareggio di Papin, il Marsiglia deve amministrare il punteggio, favorito dal gol segnato in trasferta. La partita si mette bene per i francesi che giocano meglio e trovano anche il gol del vantaggio con l'inglese Waddle al 75'. Quando siamo ormai allo scadere, avviene l'incredibile: minuto 88, su un'azione pericolosa orchestrata da Abedi Pelè, si spegne un riflettore dello stadio. L'arbitro svedese Bo Karlsson sospende momentaneamente il match, ma le luci non tornano. Galliani decide di scendere in campo e ritirare la squadra. La decisione non viene presa bene dalla Uefa che penalizza il Milan con la sconfitta a tavolino e l'esclusione da tutte le competizioni internazionali l'anno successivo.

18 luglio 2013

Le confessioni di un campione

Hanno creato curiosità le dichiarazioni di Zidane sul suo passato alla Juventus, dove si parla di nonnismo, ma anche delle sue avventure con Davids sulle loro partite 'amatoriali:
"Indossavo un cappellaccio da pescatore per andare a giocare con gli immigrati, anche se l'ho fatto soltanto un paio di volte. A spingermi era il mio compagno di squadra Edgar Davids. Lui ci andava matto, lo faceva molto spesso. Prendeva la macchina e quando vedeva qualcuno giocare in un parcheggio, si fermava per aggregarsi", ha raccontato Zizou, che sul compagno olandese ha aggiunto: "Mi diceva sempre: 'È per loro che dobbiamo giocare, sono queste le partite importanti'. E io gli rispondevo: 'Ok, ma abbiamo gli allenamenti; apparteniamo a un club di alto livello, non possiamo rischiare di infortunarci'. Allo stesso tempo, però, lo ammiravo, perché era in grado di gesti del genere".

Zidane, da sempre legato alla sua Marsiglia, una città molto nordafricana per immigrazione, si dimostra molto vicino a chi per necessità ha dovuto cambiare paese come fecero i suoi genitori, ma colpisce soprattutto la straordinaria umanità di Edgar Davids. Complimenti a questi campioni dentro e fuori dal campo.