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09 febbraio 2015

Derby Interiore - Sinisa Mihajlovic


Sinisa Mihajlovic ha disputato il suo Derby Interiore in quel di Roma. Fu la Roma a portarlo in Italia, reduce dalla vittoriosa esperienza nello Stella Rossa, con tanto di vittoria della Coppa Campioni. In Italia venne impiegato da Boskov nel ruolo di terzino e da Mazzone in quello di mediano difensivo. Maestro indiscutibile dei calci di punizione, la sua bacheca giallorossa risulta però vuota. Dopo il passaggio alla Sampdoria, approdò alla Lazio nel 1998 dove ritrova Eriksson, già suo allenatore nella Samp. Con Eriksson, Mihajlovic si afferma come difensore centrale, e proprio l'esperienza biancoceleste gli permette di raggiungere l'apice delle realizzazioni da fermo, come la tripletta su punizione alla sua ex Sampdoria. Il palmares alla lazio recita 1 Scudetto, 2 Coppa Italia, 2 Supercoppa Italiana, 1 Coppa delle Coppe e 1 Supercoppa UEFA.

1988-1991Vojvodina Vojvodina73 (19)
1991-1992Stella Rossa Stella Rossa38 (9)
1992-1994Roma Roma54 (1)
1994-1998Sampdoria Sampdoria110 (12)
1998-2004Lazio Lazio126 (20)
2004-2006Inter Inter25 (5)
Totale Roma 54 (1)
Totale Lazio 126 (20)

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04 dicembre 2013

Allenatori da giocatori - Sinisa Mihajlovic

Sinisa Mihajlovic, attuale allenatore della Sampdoria, è stato un giocatore polivalente che si è fatto riconoscere soprattutto per le sue abilità sui calci piazzati. Cresciuto calcisticamente nel Vojvodina, gioca un biennio nello Stella Rossa, la celebre squadra jugoslava che conquistò la Coppa dei Campioni nella stagione 1990-91 in finale contro l'Olympique Marsiglia a Bari. Le prestazioni nella formazione di Belgrado attirarono su di sè le attenzioni dei club italiani, fino a essere acquistato dalla Roma nel 1992 per ben 8,5 miliardi di lire. L'allenatore della Roma a quei tempi era il suo connazionale Boskov, che lo schierò inizialmente come esterno di difesa, sulla fascia sinistra. Con l'arrivo sulla panchina giallorossa di Mazzone poi, venne avanzato a fare il mediano difensivo, come giocava già a Belgrado. Fu Sven-Goran Eriksson a dargli il definitivo ruolo di difensore centrale, forse un po' fortuitamente, in seguito a un'emergenza tattica. Da allora quello fu il suo ruolo definitivo, con il quale giocò anche nella Lazio e nell'Inter vincendo, con queste due maglie: 2 scudetti (uno nell'Inter d'ufficio), 4 coppe Italia e una Coppa delle Coppe, tra gli altri trofei. In possesso di un mancino micidiale, è entrato nei record del campionato italiano per essere il miglior marcatore su calcio da fermo con ben 28 gol. Al pari di Signori, sempre con la Lazio, detiene il record di aver segnato una tripletta su calcio di punizione, proprio in occasione del match contro la sua ex squadra, la Sampdoria e proprio alla prima sfida da ex contro i doriani.
Serbo di nascita, ha rappresentato la nazionale Jugoslava prima e dopo la scissione, riuscendo in una sola occasione anche a rappresentare la neonata selezione della Serbia e Montenegro nel 2003. Conosciuto per le sue idee estremiste, fecero scalpore le sue dichiarazioni in onore di Zeliko Raznatovic e Ratko Mladic, accusati di crimini contro l'umanità. Gli viene anche attribuita l'idea di far mettere ai tifosi lo striscione inneggiante alla Tigre Arkan, Raznatovic appunto, ex capo ultrà dello Stella Rossa (leggi approfondimento). In Champions League con la Lazio venne squalificato per 8 giornate in seguito a uno sputo a Mutu, al tempo nel Chelsea e per aver lanciato una bottiglietta al quarto uomo uscendo dal campo.
Iniziò la carriera di allenatore come vice di Mancini nell'Inter, finchè non si lanciò come allenatore vero e proprio sulla panchina del Bologna nel 2008, subentrando ad Arrigoni. Da lì fece un anno a Catania, uno a Firenze, prima di diventare CT della Serbia e ora è arrivato sulla panchina della Samp.

Carriera da giocatore (fonte Wikipedia):
1988-1990Vojvodina Vojvodina73 (19)
1990-1992Stella Rossa Stella Rossa38 (9)
1992-1994Roma Roma54 (1)
1994-1998Sampdoria Sampdoria110 (12)
1998-2004Lazio Lazio126 (20)
2004-2006Inter Inter25 (5)
Nazionale
1991
1994-2002
2003
Jugoslavia Jugoslavia
Jugoslavia Jugoslavia
Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro
4 (0)
58 (9)
1 (0)

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02 dicembre 2013

14° giornata in pillole - Attacco di pareggite

Parma-Bologna 1-1 Il derby dell'Emilia si gioca sabato alle 18. I rossoblu in un'insolita divisa lattementa si portano in vantaggio grazie al bel gol del greco Konè, ancora a segno dopo il gol della settimana scorsa, stavolta su sponda di testa di Rolando Bianchi, realizzando con un destro al volo. Con il Bologna in 10 per l'espulsione di Sorensen, il Parma si rifà sotto e trova il pari con una perla di Fantantonio Cassano che gira al volo di destro una punizione di Sansone dall'altezza della bandierina proveniente da destra. Chi si accontenta gode.
Genoa-Torino 1-1 La sfida del Saturday Night vede di fronte due ex amiche. Nemmeno il tempo di mettersi a sedere ed El Kaddouri coglie il palo interno della porta di Perin: non è passato nemmeno un minuto. Il vantaggio del Toro si concretizza però con un tiro da distanza siderale di Farnerud, deviato in porta dallo stesso El Kaddouri. Discussioni su chi sia l'autore della rete, ma poco conta perchè il Torino è in vantaggio. Il pari della formazione ligure viene raggiunto da Biondini che appoggia in rete un bel passaggio filtrante del compagno di squadra greco dal nome impronunciabile. Ottima prestazione di Perin che tira giù ancora una volta la saracinesca e mostra un buon periodo di forma. Immobile non trova il gol dell'ex in più di un'occasione. Spuntati.
Catania-Milan 1-3 Dopo la bella prova di Champions, il Milan ripiomba subito nell'incubo, grazie al gol fortunoso di Castro che coglie Bonera sulla traiettoria e mette fuori causa Gabriel. Il pari del Milan però non si fa attendere molto, perchè finalmente un buon cross di Emanuelson viene messo in rete al volo da Montolivo. Nel secondo tempo il Catania resta in dieci per l'espulsione dell'ex giallorosso Tachsidis per una carezza coi tacchetti e il Milan trova il doppio vantaggio prima con Balotelli su calcio di punizione dal limite, calciato di potenza, poi con la sgroppata sulla fascia destra di Kakà che batte Andujar. Spolli allora decide di iniziare la sua personale partita contro le caviglie avversarie, farcita con tanto di insulto razziale a Balotelli, ma ovviamente fa più notizia la protesta di Super Mario, piuttosto che il "negro di m.." del capitano argentino del Catania. Domandona: perchè i giornalisti ritengono opportuno omettere la parola "merda" e non "negro"?
Atalanta-Roma 1-1 Dopo il record di vittorie consecutive in campionato, la Roma forse ora punta a quello di pareggi. Formazione rivoluzionata, almeno in attacco da Garcia, dopo l'X con il Cagliari, ma il segno in schedina non cambia, anzi rischia di essere 1. Sì perchè l'Atalanta si difende bene e trova il vantaggio nel secondo tempo con una punizione non irresistibile di Brivio che beffa un De Sanctis distratto. Il pari giallorosso è firmato da Strootman in mischia allo scadere. Curiosa interpretazione dell'arbitro che prima del gol del pari concede il vantaggio alla Roma per un mani in area bergamasca ma poi annulla il gol seguente per fuorigioco. Il fuorigioco non è un'opinione.
Cagliari-Sassuolo 2-2 L'ennesimo pareggio di giornata è quello che non ti aspetti: da un lato un buon Cagliari che ha stoppato la Roma, dall'altro il Sassuolo che continua a sorprendere e che dopo un tempo è avanti addirittura 0-2. Il primo gol è di scuola Milan, segna il difensore Marzoratti, con un colpo di testa su azione d'angolo. Il raddoppio pochi minuti dopo è targato Zaza, che batte in diagonale il portiere sardo. Nel secondo tempo, Cagliari alla riscossa che trova il gol di Nenè di testa, che era subentrato dopo pochi minuti dall'inizio del match per l'infortunio a Ibarbo. Nenè tra l'altro non segnava dalla stagione 1932/33 credo. Il pareggio, rocambolesco e quasi allo scadere, nasce da un tiro di Nainggolan da fuori area respinto da Pegolo, Sau prova il tap-in ma calcia addosso a Pegolo, poi il rimpallo rimbalza ancora sull'attaccante sardo ed entra. Un sorriso per la Sardegna.
Chievo-Livorno 3-0 Il Chievo che non ti aspetti è in netta risalita e riesce addirittura a lasciare l'ultimo posto in classifica al Catania e a scavalcare la Sampdoria. Corini fa 2 su 2, grazie al gol di capitan Rigoni nel primo tempo e alla bella triangolazione Thereau-Hetemaj a inizio secondo tempo, conclusa con il piattone dell'attaccante francese che batte Bardi. Il terzo gol è di Paloschi, che era appena entrato, a dieci minuti dalla fine. Livorno in caduta libera, Nicola rischia.
Inter-Sampdoria 1-1 Per la prima da presidente, Thohir ha invitato tutti gli ex giocatori interisti a San Siro, peccato che uno fosse seduto proprio sulla panchina avversaria. Alla sua seconda presenza da allenatore della Samp, Mihajlovic incontra un'altra ex, dopo la Lazio. L'Inter però non si fa cogliere dall'emozione, Zanetti torna capitano e titolare e una strepitosa azione di Ricky Alvarez sulla fascia sinistra, farcita di finta e controfinta, serve sui piedi di Guarin un pallone che chiede solo di essere spinto dentro e il colombiano non sbaglia. La Sampdoria comunque aveva iniziato bene la partita e nonostante i nerazzurri vadano più volte vicini al raddoppio, il neo entrato Renan, mai un gol in Italia, al minuto 89' trova il gol mancino dalla distanza che batte Handanovic. Mazzarri rosica.
Juventus-Udinese 1-0 Curva chiusa per discriminazione territoriale e migliaia di bambini allo stadio. Nonostante questo baby tifo, la Juve fa un'immensa fatica a superare l'Udinese, che anzi si rivela molto pericolosa, in più di un'occasione con il suo capitano Di Natale. La Juve fa il suo, ma perde subito Pirlo per infortunio. Buffon da una parte e Brkic dall'altra sembrano insuperabili, anche se il portiere friulano ogni tanto regala brividi alla sua difesa. E quando pensi che ormai non ci sia più nulla da fare, Llorente si mette i panni di Super Pippo Inzaghi la sera della finale di Champions di Atene: anche se stavolta non si tratta di un calcio di punizione, il tiro di Lichsteiner viene deviato in rete dal gigante basco, appostato in area piccola, e beffa così Brkic allo scadere. Rimpianti per avere perso dopo una buonissima prestazione che forse mancava da tanto in casa Udinese, gioia per un primo tentativo di fuga in casa Juve.
Fiorentina-Verona stasera Doppio confronto per il Monday night, visto che una partita il lunedì non bastava l'offerta del campionato sale a due, giusto per distogliere i pensionati dalla visione della solita fiction di Fiorellino su Rai1. Montella, dopo l'ampio turn over in Europa League, proverà a guadagnare 3 punti contro un Verona in fase calante, ma si ritroverà contro l'ex di lusso: Luca Toni.
Lazio-Napoli stasera Sfida azzurro/celeste tra due squadre non proprio al top della forma. Il Napoli ha iniziato a incrinarsi dopo un brillante inizio di stagione, la Lazio sembra che ancora non l'abbia nemmeno iniziata. Potrebbe essere la serata della svolta per una delle due?

25 novembre 2013

13° giornata in pillole - Signora corsara

Verona-Chievo 0-1 Il derby meno atteso d'Europa torna dopo 11 anni. Thereau si lamentava della scarsa tensione pre-derby e forse per questo la terna arbitrale si presenta al Bentegodi un po' troppo rilassata: pronti via e gol annullato a Cesar per fuorigioco di un laccio delle sue scarpe. Compensazione in area clivense: cross in mezzo e lo stesso Cesar la mette in angolo con la mano, quindi la domanda sorge spontanea (cit. Lubrano), "i giudici di linea cosa ci stanno a fare?". Si va avanti così fino al '92, quando Lazarevic decide di regalare la prima vittoria a Corini con un piattone da centro area. Derby al Cèo.
Milan-Genoa 1-1 Se la rigiocassero di nuovo il Milan vincerebbe 6-1 e invece stiamo qui a commentare l'ennesima partitaccia gestita male, molto male dagli uomini di Allegri. La nuova tattica del 2013 del tecnico livornese, il cosiddetto "daidaidai", supportato dall'incapacità di capire che se non si sta vincendo si possono effettuare tutte e 3 le sostituzioni (ed è già la seconda volta che lo scrivo) fanno sì che nemmeno il gol-lampo di Kakà su lancio millimetrico di De Jong riescano a rinvigorire gli animi. Milan subito in vantaggio quindi, ma Emanuelson abbatte in area un giocatore ligure dopo pochi minuti ed è subito 1-1 siglato dall'odiato ex Gilardino. Per il resto la partita è un tiro a segno a Perin e in questo il Milan è bravissimo perchè lo centra quasi sempre. Arriva anche un regalo rossoblu: Manfredini abbatte Balotelli in area e si becca il rosso. Balotelli che stava ancora giocando al tiro a segno, centra Perin, firmando il suo secondo rigore fallito di seguito. Per il resto è un assalto a Fort Apache disordinato e svogliato, se questo è il Balotelli versione "bravo ragazzo" come ha ribadito lui stesso in settimana, preferivamo di gran lunga la versione "testa di cazzo". Si salvi chi può.
Napoli-Parma 0-1 Non ditemi che il campionato del Napoli e i sogni di gloria azzurri sono già finiti dai! Eppure il Napoli si infrange, demotivato e inconcludente sul muro gialloblu del Parma. Parma che si presenta al San Paolo con due sole mezzepunte davanti (Sansone e Cassano) ma che creano pericoli alla difesa partenopea, mentre l'inconcludente Insigne (ancora a secco in campionato) non vede mai la porta; stesso discorso per Higuain, in gol ma in fuorigioco. Hamsik, che era in dubbio, entra nella ripresa, si fa male ed esce dopo 10 minuti. Allora tocca a Fantantonio risolvere il match, sull'ennesimo pallone perso dal centrocampo azzurro, Cassano parte in direzione dell'area e scaglia un diagonale dal limite che batte Reina. 0-1 e tutti a casa felici e contenti. Gli emiliani.
Livorno-Juventus 0-2 Juve corsara in Toscana, nonostante un primo tempo quasi da sbadigli. Ma la caratteristica vincente di una squadra compatta come quella bianconera è proprio quella di non mollare mai il pallino del gioco, finchè nel secondo tempo una veronica di Asamoah libera sulla destra Pogba, cross perfetto sul piattone di Llorente e il Re Leone insacca al volo sotto il sette. Una volta sbloccato il punteggio serve chiudere i discorsi, magari con un'azione in area, Llorente protegge bene palla e la appoggia al limite per l'accorrente Tevez, sempre pericoloso palla al piede. L'Apache mira l'angolino e batte Bardi 0-2 e turn-over in vista Champions. Il Livorno si fa vedere più con Emerson che con gli attaccanti e il difensore brasiliano, dopo il gol monumentale al Toro, è pericoloso solo con una conclusione da distanza siderale. Pratica amaranto archiviata.
Sampdoria-Lazio 1-1 Il ritorno di Sinisa Mihajlovic in Italia e alla Sampdoria è, ironia della sorte, contro la squadra che gli ha fatto vincere lo scudetto da giocatore, la Lazio. E dire che per un pelo Sinisa non faceva saltare la panchina laziale, che magari avrebbe preferito a quella blucerchiata. Sta di fatto che la Samp passa in vantaggio con Soriano dopo un'azione degna di Mai dire Gol, traversa-palo-portiere, nonostante l'inferiorità numerica dovuta all'espulsione (dubbia) a inizio ripresa di Kristicic. Il pari della Lazio arriva solo al 90', con un raccapricciante buco che favorisce Cana, stranamente in posizione di attaccante, che salta un difensore e batte il portiere doriano. Un punto che scontenta tutti ma che salva entrambe le squadre.
Sassuolo-Atalanta 2-0 Il Sassuolo continua a viaggiare ad alti ritmi nonostante una partenza in campionato da retrocessione immediata. Il figliol prodigo bergamasco Zaza porta in vantaggio gli emiliani segnando senza esultare in rispetto della squadra che lo lanciò in serie A nel 2009. Il 2-0 invece è siglato dal solito Berardi, sempre più conferma neroverde, che sfrutta un'azione di sfondamento e insacca il gol che chiude il match. Sassuolo su, Atalanta giù.
Torino-Catania 4-1 Come contro la Juve, a Torino il Catania è decisamente sfigato. Scivolone di Legrottaglie (con o senza imprecazioni?) in avvio e porta spalancata per Immobile che porta subito in vantaggio il Toro. Il 2-0 nasce da una palla filtrante ben chiusa dalla diagonale difensiva di Marchese che in scivolata però serve El Kaddouri, al primo gol in A. Il Catania di De Canio è difensivamente disastroso, ma trova il gol della speranza con un tiro mancino di Leto deviato che beffa Padelli. Il discorso è chiuso nuovamente da Moretti con un colpo di testa su calcio d'angolo. Il quarto gol nasce da un'azione caparbia di Immobile che calcia addosso ad Andujar e regala il tap-in vincente ancora ad El Kaddouri. Il Toro festeggia, il Catania si lecca le ferite, col sale.
Udinese-Fiorentina 1-0 Sarebbe stata anche una buona partita della Fiorentina, se avessero giocato anche il secondo tempo (come conferma Montella nel dopo partita). La Fiorentina fa solo possesso palla, l'Udinese invece punisce con un gol dell'esterno destro Herteaux. All'Udinese questo è ossigeno puro e nella ripresa invece che restare schiacciata nella propria metà campo, la squadra friulana va vicina al raddoppio in più di un'occasione. Ma questa stagione è un sfigata sotto il punto di vista delle realizzazioni pertanto 1-0 che è comunque oro colato. La Fiorentina si affloscia come un palloncino bucato: AAA Gomez cercasi disperatamente.
Bologna-Inter 1-1 Il posticipo della domenica potrebbe portare l'Inter al terzo posto, che sarebbe già un bel risultato e invece è il Bologna a passare in vantaggio. A centrocampo la plateale trattenuta di Taider (già ammonito) sembra una clamorosa punizione per il Bologna, si fermano tutti ma il rimpallo favorisce Cristaldo e l'arbitro concede il vantaggio: palla in mezzo per l'accorrente centrocampista greco Kone che punisce Mazzarri come già più volte ha fatto nella scorsa stagione al Napoli. Stavolta è un tiro di precisione e non una mezza rovesciata ma è comunque 1-0. Il pareggio dell'Inter premia i vari assalti nerazzurri, anche se è il risultato di un bel dribbling di Jonathan che trova la deviazione fortuita di Sorensen che spiazza Curci. Altro gol del terzino interista e altro gol su deviazione. La fortuna però finisce lì perchè una perla di Juan Jesus a tempo scaduto si infrange sulla traversa. Un pareggio con conseguente beatificazione papale al brasiliano goleador.
Roma-Cagliari stasera Ancora di lunedì, la Roma si trova davanti alla difficile operazione pepe-al-culo lanciata dalla Juventus. Con la caduta del Napoli tocca ai giallorossi contrastare il crescente strapotere dei bianconeri, ospitando all'Olimpico un Cagliari orfano della squalifica di Nainggolan. Sotto a chi tocca.

04 ottobre 2013

Stadi - San Nicola

Nome originale: Stadio San Nicola
Città: Bari
Inaugurazione: 1990
Dimensioni: 105 x 68
Capienza: 58.270
Squadra: Bari
Partite da ricordare: Italia-Inghilterra 2-1 (1990)
Stella Rossa - Olympique Marsiglia 5-3 dcr (1991)


Costruito dall'architetto Renzo Piano, in occasione dei Mondiali di Italia '90, lo stadio San Nicola ospita le partite casalinghe del Bari dal 1990. Chiamato così in onore del santo patrono della città, dopo un sondaggio della Gazzetta del Mezzogiorno, venne soprannominato L'astronave dallo stesso architetto, per via dei "petali" che compongono il secondo anello. Ovviamente la decisione della costruzione di questo stadio non fu esente da polemiche: a Bari c'era già un impianto da 45.000 posti che venne però considerato vecchio, lo Stadio della Vittoria (o il Via del Mare di Lecce), ma invece di ristrutturarlo si pensò di costruirne uno nuovo, con tanto di inchieste sugli appalti della famiglia Matarrese. Inoltre le dimensioni dello stadio in una città che ha un'unica squadra che faceva e fa tutt'ora su e giù dalla B e che non ha un seguito da riempirlo, lo fa sembrare più come una cattedrale nel deserto.
Sfruttando allora la nuova costruzione, dopo aver ospitato 5 partite del mondiale italiano (tra cui la finale 3°/4° posto Italia-Inghilterra 2-1) si pensò persino di organizzare una finale di Coppa Campioni proprio al San Nicola, nonostante il Bari non avesse mai partecipato a una competizione europea per club. Il 29 maggio 1991 perciò si giocò Stella Rossa-Olympique Marsiglia, vinta ai rigori dagli jugoslavi di Mihajlovic, Pancev, Jugovic e Savicevic contro i francesi di Papin e Abedì Pelè, dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari. Dopo questi eventi il San Nicola non ha avuto molte occasioni per mettersi in mostra. Si registrano soltanto: 5 partite della nazionale azzurra di qualificazione ai vari mondiali o europei, i Giochi del Mediterraneo del '97, una partita di Coppa Uefa della Fiorentina nel '98 (squalifica del Franchi), 5 trofei Birra Moretti e un Reggina-Juventus del 2006 (campo neutro), vinta dai bianconeri che in quell'occasione vinsero anche lo scudetto, poi revocato per Calciopoli.
La mancanza di manutenzione e le sferzate del Maestrale stanno avvicinando lo stadio a un lento declino che in Italia, si sa, è preso in considerazione solo quando si finisce sotto gli occhi di tutti. Quindi forse Bari dovrà aspettare il prossimo Mondiale o Europeo in Italia per avere uno stadio nuovo di pacca. Ma serve?