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10 marzo 2014

27° giornata in pillole - Sfida tra le prime 4

Udinese-Milan 1-0 Ci voleva un Milan vecchia maniera per rinvigorire l'Udinese, non quello che ha affrontato Atletico e Juve. Complice il turnover per la Champions e gli impegni delle Nazionali (cit. Galliani), Seedorf cambia tanto ma la squadra continua a non segnare. Primo tempo abbastanza buono per entrambe, con qualche occasionuccia non sfruttata, complici le parate di Scuffet e l'imprecisione di Di Natale. Honda gioca ancora in modalità moviola, ma la cosa più preoccupante è l'autonomia fisica dei rossoneri, che non va oltre l'ora di gioco. Poche idee, ma se manca anche la parte atletica allora si fa dura: è così che l'Udinese la spunta, grazie anche a una bella azione orchestrata dai friulani che porta Di Natale a insaccare da solo a due passi da Abbiati. Nemmeno l'ingresso a partita in corso di Balotelli, al rientro dall'infortunio alla spalla, serve a qualcosa. Se questo sacrificio è servito a qualcosa lo sapremo solo martedì, ma ne siamo così sicuri?
Catania-Cagliari 1-1
Juventus-Fiorentina 1-0 Il tweet ufficiale della Juve parlava di un pranzo a base di Fiorentina, divertente (!!!) anche se non proprio diplomatico. Certo è che preferiamo di gran lunga questo tipo di sfottò all'ennesima dimostrazione di ignoranza da parte dei tifosi, stavolta quelli viola, con uno splendido "-39". Complimenti davvero! Partita tutta di marca juventina almeno nella prima parte, con la Fiorentina che punta solo a difendersi. La Juve però è un po' sprecona e non affonda come dovrebbe. Ci vuole Asamoah quasi allo scadere del primo tempo per sbloccare la partita. La Fiorentina allora decide che nel secondo tempo può giocarsela e trova una buona occasione su un colpo di testa di Gomez, fuori. Cuadrado, osannato dai più, dimostra che se non ha campo per correre in fondo non è tutto sto fenomeno come lo descrivono. L'occasionissima del match ce l'ha Matos, che subentrato a Gomez nel finale si ritrova a due passi da Buffon ma di testa colpisce la traversa. Tutto qui, ora la doppia sfida di Europa League.
Bologna-Sassuolo 0-0 Non credo che qualcuno si sia accorto di questa partita, forse nemmeno i tifosi allo stadio. Il ritorno di Di Francesco sulla panchina del Sassuolo almeno non coincide con una sconfitta, dopo il filotto "conquistato" da Malesani. Il Bologna dal canto suo fa una fatica tremenda a segnare, ma certo è che la difesa neroverde non è proprio insuperabile. Il Derby emiliano mette tutti d'accordo comunque: non succede niente, ma il pareggio non serve a nessuno. Non pervenuti.
Chievo-Genoa 2-1 Partita che non ti aspetti a Verona: pronti via e rigore per il Chievo realizzato da Paloschi. Il Genoa non ci sta ma il gol del pari non arriva. Tanti i cambi di Gasperini nei rossoblu sia nella scelta dell'11 iniziale che a cavallo dell'intervallo. Il Chievo però riesce a rispondere (e spesso pericolosamente) agli attacchi genoani. Il gol del pareggio comunque arriva e arriva nel finale grazie a un colpo di testa di Gilardino su assist del giovane Sturaro. Sembra sia fatta, ma in pieno recupero arriva la doccia fredda per il Grifone: così come era cominciata, doveva finire. Altro rigore per i padroni di casa e altra rete di Paloschi, che insacca il 2-1. Buon rientro a casa.
Inter-Torino 1-0 In tre mesi l'Inter ha fatto la bellezza di 6 gol, Milito ormai non vede il campo nemmeno col binocolo, superato nelle scelte da Icardi e Botta, la difesa fa acqua a volte. Eppure è bastato un colpo di genio di Palacio, come nel derby, per vincere la difficile partita col Toro. Una parabola sorprendente (voluta o no?) di testa dell'argentino che ha beffato Padelli, non proprio esente da colpe. Per il resto partita tirata, Ventura con le solite poche alternative in attacco, quando c'è da diventare più aggressivi e Mazzarri che si limita a portare a casa i 3 punti. Fort Knox.
Lazio-Atalanta 0-1 Nella personale gara tra Lazio e Milan a chi si classifichi più in basso in campionato, i biancocelesti rispondono colpo su colpo ai rossoneri, perdendo in casa contro l'Atalanta, vista la sconfitta del Milan a Udine nell'anticipo. La partita parte con un certo piglio ma la Lazio non trova il gol, nè da vicino, nè da lontano con le sassate di Candreva. Marchetti si riprende il posto di titolare e salva su un colpo di testa ravvicinato, ma nulla può sul tap-in vincente di Maxi Moralez che vale la vittoria. Candreva tra l'altro riesce a farsi espellere lasciando la Lazio senza speranza di pareggiare. Adios.
Parma-Verona 2-0 Quando fai 15 risultati utili consecutivi non puoi che sognare in grande. Eppure il Parma zitto zitto, senza dar troppo nell'occhio arriva addirittura a ridosso del quarto posto, con una partita da recuperare e Palladino in campo. Anche il temibile Verona viene domato dai ducali, nonostante le occasioni della scheggia Iturbe e del fenomeno (parere personale) Romulo. Dall'altra parte un altro fenomeno ci sarebbe, a corrente alternata ma pur sempre fenomeno: Cassano infatti è l'uomo che sta dietro le quinte di questo Parma, oltre che ovviamente la mano di Donadoni, già bruciato da Nazionale e Napoli. La partita la decidono Biabiany, su assist di Fantantonio e nel recupero Schelotto, che insacca di testa dopo la traversa del barese. EuroParma.
Sampdoria-Livorno 4-2 Anche la Sampdoria in quanto a corrente alternata non scherza: male col Milan, bene col Toro, male e bene col Livorno. Gli amaranto assetati di salvezza si presentano al Marassi rifilando 2 gol ai blucerchiati con la doppietta del difensore M'Baye, che già si era fatto notare con il colpo di tacco che è valso il pareggio col Napoli. Peccato che poi i livornesi si dimenticano di rientrare in campo dopo l'intervallo e prendono 4 gol che ribaltano completamente la gara. Si inizia con l'1-2 targato Kristicic, appena entrato, per arrivare al pareggio 4 minuti dopo con l'autorete di Ceccherini. L'autogol taglia le gambe al Livorno e la Samp dilaga: ci pensa Okaka, già in gol domenica scorsa col Toro, a segnare la terza rete, quella del sorpasso doriano. Lo stesso ex romanista concede a Gabbiadini l'assist per il 4-2 finale. Mihajlovic gongola.
Napoli-Roma 1-0 Il big match della serata chiude la domenica di Serie A, che ha visto sfidarsi le prime quattro della classe. Bella partita, combattutissima al San Paolo, con la Roma che gioca senza punte e schiera il tridente Bastos-Gervinho-Florenzi, velocissimo ma poco concreto. In compenso dopo un quarto d'ora perde anche Strootman per la rottura del legamento (in bocca al Lupo Kevin). Il Napoli con un Hamsik non proprio splendente non trova le contromisure adatte fino al secondo tempo: a meno di 10' dal termine, azione orchestrata sulla sinistra che vede Ghoulam arrivare al cross mancino dal fondo e Callejon svettare su Romagnoli, mettendo a repentaglio la sua pettinatura, ma siglando il gol del vantaggio e della vittoria finale. Un 1-0 che regala al Napoli la speranza di avvicinarsi di più al secondo posto (niente di più) che ora è a un -6 virtuale, vista la partita in meno della Roma. Strana la scelta di Garcia di schierare Destro solo nel finale, probabilmente per non osare troppo, è stata una mossa che si è rivelata controproducente. Allarme.

04 novembre 2013

11° giornata in pillole - Super Sassuolo

Parma-Juventus 0-1 Il Parma dovevo confermare il suo trend positivo, dopo la vittoria in extremis contro il Milan e si ritrova davanti una Juve non proprio al top e forse con la testa già al Real. La Juve però sveste forse i panni della modalità Agghiacciante e mette quelli della modalità Capello. Il risultato infatti è un classico 1-0 alla Capello, venuto fuori innanzitutto non prendendo gol e poi con l'invenzione di Quagliarella che, appena entrato trova un tiro che sorprende tutti, sbatte contro la traversa e permette a Pogba di insaccare facile facile. Cinici.
Milan-Fiorentina 0-2 In questo momento vorrebbero giocare tutti contro il Milan, vista la facilità con cui gli avversari banchettano sui resti del cadavere rossonero. Ancora una volta tatticamente indecente, il Milan lascia strada aperta anche ai viola che si presentano in campo con una formazione molto rimaneggiata, ma che dimostra voglia e talento. Nonostante un Rossi non ai massimi livelli, risorge Vargas, dopo il recupero di un giocatore che era stato messo ormai alla porta, che trova il vantaggio con una punizione deviata da Muntari. Il raddoppio viene siglato nel secondo tempo da Borja Valero, nel mezzo del nulla rossonero. Balotelli ai limiti del fastidioso. SOS.
Napoli-Catania 2-1 Il Napoli continua a regalare spettacolo ed emozioni, seppur per assurdo in una partita che rischia quasi di pareggiare nonostante il dominio dimostrato. Higuain spara ancora a salve, ma finchè c'è uno come Callejon va bene anche che il Pipita stecchi qualche partita (un po' troppe forse a dire il vero fino a questo momento). Proprio Callejon porta in vantaggio gli azzurri con bel sinistro dal limite e il raddoppio siglato Hamsik con una bella azione orchestrata sembra poter essere una mazzata per una squadra di per sè già massacrata come il Catania. E invece i siciliani si rimettono in corsa con il gol di Castro ben imbeccato da Biraghi e nel secondo tempo rischiano persino il gol del pari e reclamano per un rigore dubbio. Ancora in corsa.
Livorno-Atalanta 1-0 Nei momenti delicati queste partite rischiano di essere più noiose di un sermone in aramaico antico, ma nonostante il risultato, la partita è stata piuttosto scoppiettante, con gli amaranto che trovano quasi subito il vantaggio con un bel diagonale di Paulinho. Alla ricerca della felicità, o meglio della rimonta, l'Atlanata si scopre e lascia praterie agli atacchi dei toscani che però non riescono mai a concretizzare. Premio fair play a Carmona che, visto l'impegno per pranzo, decide di uscire prima dal campo abbattendo un avversario. Nel finale palo per il giovane Duncan in prestito dai San Antonio Spurs.
Lazio-Genoa 0-2 La matematica non è un'opinione e Milan e Lazio lo dimostrano. Se mercoledì tra di loro hanno pareggiato, vista la debacle casalinga offerta dai rossoneri nell'anticipo di sabato, anche i biancocelesti non vogliono essere da meno e infatti ottengono lo stesso risultato: 0-2 per gli altri. Quando ti ritrovi di fronte un Genoa che tutti davano per disperso ma che è stato rivitalizzato dalla cura Gasp il conto è presto fatto. Prima Kucka con un'incursione in area dopo un gol divorato da Gila che scherza un Ciani da censura calcistica. Poi lo stesso Gila trasforma un rigore conquistato da Antonelli con tocco di mani ai limiti del comico da parte di (devo dirlo?) Ciani, da censura calcistica. E dire che questa partita nelle scorse stagioni era finita nell'occhio del calcio scommesse. AAA Mauri e Sculli cercasi.
Sampdoria-Sassuolo 3-4 Sì, ok, tutti abbiamo scherzato sulla retrocessione già matematicamente conquistata dal Sassuolo dopo due partite, ma nessuno si aspettava questa ripresa vigorosa. Quando ti ritrovi di fronte una Samp che gioca contro se stessa però, tutto sembra più semplice. E dire che i blucerchiati erano anche passati in vantaggio con un colpo di testa di Pozzi. Nel secondo tempo però un imbeccata di Berardi riequilibra i giochi. Lo stesso giovane neroverde porta in vantaggio gli emiliani con un rigore regalato da Costa, che nell'occasione si fa anche espellere. Il terzo gol arriva da Floro Flores su un regalo ancora della difesa doriana. Allora dopo aver toccato il fondo ecco la sorpresa: nemmeno un paio di minuti ed Eder fa 2-3, poi è De Silvestri a portare il risultato in pari sul 3-3 nonostante l'inferiorità numerica. Ma la sorte tira brutti scherzi a volte, perchè lo stesso De Silvestri con una scivolata insensata regala un altro rigore allo scadere Berardi, che realizza la tripletta: 3-4. La rimonta continua.
Udinese-Inter 0-3 Nella lista delle delusioni dell'anno, dopo Milan e Lazio, al terzo posto troviamo l'Udinese. Irriconoscibili rispetto agli anni scorsi, forse per una volta l'infornata di talentini scovati dagli osservatori guidati da Carnevale ha fallito. Lì davanti persino Di Natale sembra la controfigura di se stesso e Muriel gioca con una svogliatezza pari solo a quella di Balotelli. Ecco perchè Cambiasso e Co. passeggiano al Friuli, portandosi in vantaggio con Palacio, raddoppiando con Ranocchia al volo, dopo un'escursione a vuoto di Brkic e chiudendo nel finale con una fuga solitaria di Palacio che appoggia dentro per il tocco a porta vuota di Alvarez. Se non fosse che si fanno male Samuel e Jonathan e Juan diffidato che si fa ammonire, sarebbe stata una gran giornata per Mazzarri. 118.
Verona-Cagliari 2-1 That's Verona Show! I gialloblu non si fermano più e volano al quarto posto in classifica. Stavolta a subirne le conseguenze è il Cagliari in formato Uffdobbiamoandareagiocarefinlaggiù. Apre le marcature Toni versione mondiale del 2006, lasciato completamente da solo in area di rigore e insaccando di testa, però così è troppo facile! Il raddoppio arriva da Jankovic e solo nel finale Daniele Conti trova il gol della bandiera, anche se ormai la squadra aveva già un piede sulla scaletta dell'aereo. Va' pensiero.
Torino-Roma 1-1 Prima o poi doveva succedere. Ebbene sì, la Roma non ha vinto. Fino all'anno scorso questa non avrebbe minimamente fatto notizia, ma ora ci eravamo abituati bene con la banda di Garcia. A fermarlo è stato proprio il Toro che in casa ha deciso di pareggiare con tutte le grandi, derby a parte. Ma la Roma era anche passata in vantaggio con una bella azione sulla fascia concretizzata da Strootman, lasciando intendere che sarebbe potuta essere una domenica da 11 su 11 o da 10 e lode se preferite. E invece il Toro si rende pericolosissimo con Meggiorini che imita Totti con un favoloso diagonale al volo di sinistro ma trova il tuffo plastico di De Sanctis. Lo stesso Meggiorini poi vince il contrato a sportellate con Benatia e mette in mezzo per il tocco facile sotto porta di Cerci, che già nel primo tempo aveva provato a far saltare la baracca. Risultato di parità che va bene a entrambe, anche se ora per i giallorossi comincia il bello, o il brutto. Fuori i denti.
Bologna-Chievo stasera Il monday night offre un palinsesto di altissimo livello. Oppure potete guardare Bologna-Chievo. A voi la scelta.

31 ottobre 2013

10° giornata in pillole - I Derby dei colori

Atalanta-Inter 1-1 Il derby tutto nerazzurro apre il turno spezzatino infrasettimanale: l'Inter deve sfidare il tabù Bergamo-Denis, con una vittoria che manca dal 2008 e manca anche nel 2013. Apre le marcature Ricky Alvarez su sponda di testa di Palacio, con palla che passa tra le gambe di un difensore atalantino e batte Consigli. Il pari è raggiunto qualche minuto più tardi con Denis che sovrasta di testa, in un derby tutto argentino con Samuel, il difensore interista e batte Handanovic che poi riesce anche a farsi male da solo. 1-1, pioggia a catinelle e forse pochi contenti del risultato, soprattutto a Milano; il Team Mazzarri è ancora in rodaggio e soprattutto spuntato visto che forse perde anche Icardi per infortunio. AAA Milito cercasi.
Cagliari-Bologna 0-3 Derby rossoblu. L'effetto bentornati-a-casa è già svanito e forse Cellino chiederà di tornare a giocare a Trieste. Il Cagliari non ne imbrocca una giusta e ne prende addirittura 3 da un Bologna che fino a domenica scorsa in campionato aveva solo fatto disperare Pioli e tifosi. Nonostante l'assenza di Diamanti, il Bologna espugna il Sant'Elia, portandosi in vantaggio con Garics (proprio lui!) dopo una maldestra respinta di Agazzi. Lo 0-2 è firmato da Capitan Konè, che per una volta decide di non segnare in mezza rovesciata, appoggiando la palla nell'angolino. Lo 0-3 è quasi immediato e lo segna Pazienza, insaccando di testa una punizione calciata dalla trequarti, con la difesa del Cagliari che forse stava decidendo i posti a tavola per la cena. AAA concentrazione cercasi.
Fiorentina-Napoli 1-2 Il match più atteso di giornata regala emozioni e polemiche, ma c'è poco da fare, il Napoli là davanti ha dei ragazzi terribili. Illumina la partita il cross d'esterno di Higuain per il bel diagonale al volo di Callejon, che mi fa chiedere perchè non se lo siano tenuti al Real invece che spendere mille mila milioni di euro per Bale. La Viola agguanta il pari su rigore per qualche sportellata in area partenopea, ovviamente calciato da Giuseppe Rossi. Neanche il tempo di esultare, che Cuadrado rischia di far vedere i sorci verdi agli azzurri, colpendo il legno subito dopo. Ma bisogna fare i conti con la voglia di conquistarsi una maglia da titolare di Mertens in una trequarti affollata di talenti emergenti che non schierava nemmeno Hamsik. Scambio veloce, incursione in area e diagonale mancino nell'angolino, con Neto che non può che restare a guardare. Coronamento del match, giusto per aizzare un po' le polemiche, che ultimamente in casa Fiorentina non mancano mai, il rosso per simulazione (rigore netto) a Cuadrado che a dire di Montella, caso strano verrà squalificato contro il Milan; come se per battere il Milan ci volesse un'impresa. Discutibili.
Genoa-Parma 1-0 Pronti via e calcio di rigore. Da buon ex Gilardino lo sbaglia, giusto per non affrettare il match e gustarselo con calma fino alla fine. Il Parmellona che aveva matato il Milan domenica si presenta a Genova in punta di piedi e torna a casa nello stesso modo. Senza Bolt Biabiany con Palladino in coppia con Cassano, segnare diventa un'impresa mastodontica e giustamente nessuno si osa sconfessare le attese. Infatti per risolvere il match ci vuole il solito colpo di testa del solito Gilardino a inizio secondo tempo. E per ora a Gasp va bene così.
Verona-Sampdoria 2-0 Boh, ci si chiede come mai questo Verona sia arrivato solo ora in Serie A. 19 punti in classifica, quinta posizione, continua a vincere e a convincere. Nonostante sia odiato da tutti in A, si decide di fare un Social gemellaggio coi tifosi della Samp. Forse come azione preventiva per mazzuolare per bene anche la loro squadra e tornare a casa tutti col sorriso. Il risultato è che Juanito apre le marcature a inizio ripresa su assist di Toni e lo stesso Toni le chiede a una decina di minuti dal termine, insaccando un diagonale dopo aver regalato al pubblico un maestoso liscio in stile Gialappa's. Avanti un altro.
Juventus-Catania 4-0 Il nuovo Catania di De Canio vuole partire bene e cosa c'è di meglio che sfidare una Juve incarognita? Certo, se i giocatori si fossero resi conto di giocare contro Tevez e compagni invece che contro il Siena, forse poteva essere di aiuto. Due gol tempo bastano per regolare un Catania che quest'anno è veramente irriconoscibile e ieri è sembrato anche abbastanza sfortunato negli episodi. Il primo gol è di Vidal con un tiro da fuori deviato da Guarente; il secondo è una punizione di Pirlo che batte un Andujar posizionato a casaccio nella porta e palla che si insacca centralmente su una punizione calciata di destro da destra, mah. Terzo gol firmato Tevez dopo un rimpallo che favorisce Llorente e Apache che mette a sedere ancora il portiere argentino. Quarto gol di Bonucci su azione d'angolo battuto da Giovinco che scambia con un compagno, vince il rimpallo con un difensore rossazzurro e appoggia dietro per il facile tocco del difensore bianconero, che stranamente si aggirava in area sotto il limite di velocità consentito. Sforuna o più semplicemente moscerìa del Catania che non vince un rimpallo manco a pagarlo e rende tutto troppo facile alla Juve. Magari l'anno prossimo ci sarà davvero il Siena come avversario.
Livorno-Torino 3-3 Derby granatamaranto, che fondamentalmente sono lo stesso colore ma lo chiamano in modo differente tra Toscana e Piemonte. Derby accesissimo, perchè in men che non si dica, il Torino è addirittura in vantaggio 0-2 nel giro di 8'. Inizia tutto con il gol di Immobile, lesto a insaccare un cross dalla destra di Cerci. Poi tocca a Glik insaccare di testa un calcio d'angolo. Riapre la partita il gol di Paulinho, identico a quello siglato da Immobile e il Livorno raggiunge il pari già alla mezz'ora con il sinistro piazzato di Greco dal limite dell'area dopo il velo di un compagno. Siccome la partita non era stata abbastanza divertente fino a quel punto, Emerson si inventa un capolavoro che fa sobbalzare gli spettatori: supera la metà campo, doppio passo e dalla trequarti scaglia un sinistro sotto l'incrocio. Gol da sigla televisiva e Torino che sprofonda tra le amarezze di Ventura. Nel finale la parata di un difensore amaranto concede il rigore a Cerci che spiazza Bardi e consegna il pari che alla fine sta stretto a tutti. Mal comune mezzo gaudio.
Milan-Lazio 1-1 Ci si aspettava una partita moscia, vista la forma smagliante delle due squadre e per fortuna non sono state tradite le attese. Primo tempo senza verve, con il Milan che gioca anche benino, e che forse reclama per un rigore su Balotelli, se ciò non scatenasse un problema politico ogni volta che tocchi palla. Hernanes è la controfigura di se stesso e la Lazio fatica a ingranare e il primo tempo si chiude senza emozioni, tranne un paio di occasioni sciupate da Kakà. Ma questa è la sua giornata perchè dopo averci provato senza successo, Ricky trova un giro sul secondo palla che lascia San Siro a bocca aperta e fa quasi pensare a una rinascita della squadra. Emozioni che però si bloccano sul nascere, perchè tra la stanchezza di una squadra convalescente e la pochezza tattica dimostrata, il Milan lascia spazio al finto arrembaggio finale della Lazio che trova il pari con Ciani di testa, servito da Candreva. Fischi finali, direi per entrambe e rimonta in classifica rimandata, se ci sarà.
Sassuolo-Udinese 1-2 Il Sassuolo ha iniziato a respirare un po' di più dopo l'apnea delle prime giornate ma tirare il fiato è sempore pericoloso. Si comincia con il rigore all'Udinese per un atterramente in area neroverde piuttosto comico su Basta, della battuta se ne occupa ovviamente Di Natale che segna il milionesimo gol in A. Gli emiliani però ci provano e trovano il pari con Zaza dopo un lancio da distanza siderale della retroguardia del Sassuolo e Naldo che si addormenta permnettendo all'attaccante ex Ascoli di anticiparlo e battere Brkic. Finalmente Muriel! Il colombiano nel secondo tempo trova un bel tiro a giro dal limite dell'area e riporta in vantaggio i friulani che nel finale si trovano anche in superiorità numerica perchè proprio Zaza si fa anche espellere. Gioia e dolori.
Roma-Chievo Verona stasera Partita perfetta per testare il carattere della squadra di Garcia: un record da battere, la sfida all'ultima in classifica e la tranquillità di giocare dopo che tutti hanno già giocato. Riusciranno i nostri eroi clivensi a contrastare il gigante giallorosso? Tutti in sella al proprio destriero.

07 ottobre 2013

7° giornata in pillole

Chievo-Atalanta 0-1 Partita piuttosto sottotono, squadre chiuse e poco ritmo. Uno di quei sabati pomeriggio da divano e Premier League e invece Chievo e Atalanta dovevano giocarsela. Dall'alto dei suoi centimetri, ben 159, Maxi Moralez timbra il cartellino dopo un quarto d'ora e allora sì che lì la partita si smuove: al 90' triplice fischio. Fox Sports.
Inter-Roma 0-3 L'Inter di Mazzarri alla prova del 9: dopo aver domato la Juve e battuto la Fiorentina, la Roma potrebbe essere un buon responso sulle dimensioni della compagine nerazzurra. Azz, tre pere in casa e Totti che a San Siro fa 13 gol segnati. Doppietta per il Pupone, il primo dopo uno svarione di Ranocchia e un bell'esterno destro nell'angolino su appoggio di Gervinho, il secondo su rigore procuratosi sempre da Gervinho. Il pupillo di Garcia fa venire le crisi epilettiche a Pereyra che fino a sabato si era dimostrato un buon terz...no dai scherzo! Il terzo gol in contropiede a fine primo tempo siglato da Florenzi. Lezione di calcio.
Parma-Sassuolo 3-1 Il lunch match è un bel derby all'emiliana. E quando si parla di cibo, Cassano sale in cattedra: 2 assist e un gol. La verve del Sassuolo sembra essersi già esaurita dopo i pareggi con Napoli e Lazio e persino con il Parma in 10 per l'espulsione di Mirante non riesce ad approfittarne. Andiamo in ordine: cross di Cassano e gol di testa di Palladino per l'1-0, no aspetta... sì mi pare sia giusto, Palladino, quello che giocava alla Juve, era dal 2008 che non ne sentivo parlare, bentornato; poi tocca a Berardi su rigore, steso appunto dall'espulso Mirante (sostituito da Bajza, fuori Palladino, è stato bello, ciao grazie). Il Sassuolo prende coraggio nella ripresa e il neo entrato Floro Flores prende il palo. La dura legge del calcio: prima Rosi su assist di Fantantonio e poi lo stesso Cassano piegano le speranze neroverdi e finisce 3-1.
Bologna-Verona 1-4 La partita comincia in ritardo perchè i tifosi rossoblu bloccano l'accesso del pulman veronese allo stadio. Il Bologna sa il fatto suo quest'anno: nelle ultime 3 partite prende gol a secchiate, quasi come la pioggia che contraddistingue la 7° giornata. Curci vuole emulare Perin al Pescara ed esalta chi lo ha preso al fantacalcio. Il Verona, nonostante gli idioti che lo seguono allo stadio (complimenti per il minuto di SILENZIO, che se si chiama così forse ha un motivo), si dimostra una bella squadretta. Ancora a segno Cacciatore, incredibile ma vero, con bel sinistro dal limite. Ancora a segno anche Iturbe che semina il panico nella difesa felsinea e batte Curci, tutto troppo facile. A questo punto Pioli fa entrare il bomber Mosca prima della fine del primo tempo, in modo che il cronista possa nominare Bianchi per la prima volta, annunciandone la sostituzione. Ed è proprio il Mosca che si procura il rigore dell'1-2 realizzato da Diamanti. Ma non c'è storia, Toni su assist di Iturbe-show e Jorginho nel finale fanno 1-4. l'Hellas vola, il Bologna crolla.
Catania-Genoa 1-1 Rivoluzione Genoa: tutto cambia perchè tutto torni come prima. Torna Gasperini, torna il 3-4-3 e i risultati sono gli stessi. Antonini passa a fare addirittura il centrale in difesa e Kucka va a fare l'attaccante. Gasp, sei sicuro di ricordarti come si fa? Barrientos mette a sedere proprio Antonini per l'1-0 dei siciliani. Ma per fortuna dei genovesi forse non è proprio l'anno buono sotto l'Etna. Quando sembra quasi fatta, Legrottaglie e Andujar si intendono a perfezione e per anticipare Gilardino, il difensore chierichetto batte il proprio portiere. Regalo scartato da Gasperini e 1-1 che per ora può andar bene.
Napoli-Livorno 4-0 E dire che non c'è nemmeno Higuain, ma il Napoli continua a fare spettacolo. Innanzitutto da parte mia tanto di cappello alla tifoseria del Napoli: lo striscione esposto in Curva B è una grande mossa di solidarietà verso le tifoserie rivali, in particolare quella del Milan, squalificata per i cori (discriminazione territoriale) contro i napoletani stessi. In Curva B compare uno striscione autooffensivo: insomma i napoletani si sono insultati da soli per vedere se sarebbero incorsi anche loro in una squalifica. Chapeau. La partita: ci si aspettava qualcosina in più dal Livorno, ma Pandev è ancora in stato di grazia e fa subito secco Bardi. Non è giornata per il giovane portiere scuola Inter, che prende il 2-0 firmato Inler e si fa beffare da Callejon senza nemmeno tentare la (possibile) parata. Arriva anche il gol di Hamsik che mette dentro una respinta corta del portiere livornese. Il pensiero scudetto è servito.
Sampdoria-Torino 2-2 Partita in stile montagne russe a Genova. Passano i blucerchiati con il gol dell'ex Sansone poi l'arbitro fa una decisione spettacolare tipo hockey nei minuti di recupero del primo tempo: punizione dal limite per la Samp (ultima occasione prima del riposo) Palombo calcia, Padelli respinge, l'arbitro fischia la fine, Pozzi segna. Sì, scritto sembra strano, ma non che dal vivo fosse tanto diverso. In parole povere l'arbitro considerava buono solo il tiro di Palombo prima di fischiare la fine, poco importa che Pozzi fosse a un centimetro dalla porta e che tra la respinta del portiere e il tap-in vincente fossero passati 2 millisecondi. Si ricomincia quindi dall'1-0 e il Toro ribalta la partita. Pareggia Immobile su azione d'angolo con la difesa blucerchiata immobile, appunto. Passa poi in vantaggio con Cerci su rigore per stecca di Palombo a D'Ambrosio. Tutti a casa? No, come col Milan: minuto 92° e intervento di Glik ai limiti della mitologia. Una cosa a metà tra un fallo e una cazzata gigantesca, rigore e pareggio di Eder. Interessante la scenetta finale tra Vives (colpevole di aver perso l'ultima palla) e Ventura che avrebbe voluto mangiargli il cuore.
Udinese-Cagliari 2-0 Partita mosciarella, con un Cagliari sottotono e una Udinese che pian piano ricomincia a mettere punti in cascina. Si sblocca tutto su un calcio da fermo: deviazione di Hertaux che fa da assist per Danilo ed è 1-0. Nonostante le fughe a 100 all'ora di Ibarbo il Cagliari non trova la quadra e allora tocca ancora al maestro del gol Di Natale, ancora su punizione, stavolta però direttamente in porta. Sul 2-0 si aprono gli spazi per i friulani ma la fuga di Di Natale termina con un tiro sul fondo. Pinilla e Nico Lopez non pervenuti. Chi l'ha visto.
Juventus-Milan 3-2 Il gol di Muntari è talmente veloce che vale ancora per la stagione 2011/12, scudetto al Milan. Pronti, via e la difesa bianconera resta a guardare un tiro di Nocerino in direzione bandierina, deviato in rete dal ghanese dopo una ventina di secondi. Il pareggio arriva su una punizione di Pirlo che un birillo in porta avrebbe bloccato facilmente, non Abbiati. Nel secondo tempo la Juve dilaga: entra Giovinco, mette a sedere Zapata e buca la rete (nel vero senso della parola) per il 2-1. Tocca ancora a Pirlo su punizione, palla sulla traversa e scivolata al volo di Chiellini a porta vuota con la difesa del Milan ferma al chiosco dello stadio. Mexes prima non viene espulso per un pugno a Chiellini, poi si fa espelle da stupido per un doppio giallo. Strano ma vero, nei minuti di recupero segna ancora il Milan con Muntari (invece che farne due inutili ieri non poteva farne uno utile due anni fa?) con deviazione di Bonucci e tuffo da mutilato di Buffon. Juve ancora un po' incartata, Milan che desidera ardentemente la sosta per riprendersi. Mah. Ah, c'era anche Matri in campo.
Lazio-Fiorentina 0-0 Le reduci dell'Europa League passano in secondo piano per la concomitanza del big match di Torino e loro non fanno nulla per togliere la scena alla sfida tra bianconeri e rossoneri. Forse forse era meglio giocarla di lunedì. Fattostà che inspiegabilmente Petkovic non ne azzecca una là davanti. Gioca a una punta col Sassuolo e pareggia. Floccari fa doppietta in Europa League e lo lascia fuori. Dall'altra parte la Fiorentina si è dimenticata di fare mercato in attacco, avevano comprato Gomez e si è rotto e ora gioca solo Rossi, che tra l'altro era pure a mezzo servizio. Il secondo tempo viola è addirittura senza attaccanti, insomma: 0-0.