Visualizzazione post con etichetta mertens. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mertens. Mostra tutti i post

04 marzo 2014

26° giornata in pillole - Partite da Oscar

Roma-Inter 0-0 Partita da Oscar, piena di replay, flashback e scazzottate. Risultato: nessun gol, molte polemiche, 3 giornate di squalifica a De Rossi per un pugno a Icardi, tre anche a Juan Jesus. Tra rigori non visti da entrambe le parti e la paura di perdere da entrambe le parti, la partita non si smuove dal risultato iniziale, concedendo alla Juve una grandissima opportunità di fuga. L'Inter dal canto suo ci guadagna in autostima, dopo la mazzata casalinga dell'andata e resta agganciata ai posti validi per l'Europa League.
Cagliari-Udinese 3-0 Il Cagliari non vince da tempo immemore: 10 partite, figuratevi da quanto tempo non vince con 3 gol di scarto! L'Udinese conferma che questo non è il suo anno, soprattutto in attacco. Il vantaggio dei sardi è siglato da Ibarbo, che torna al gol dopo il lungo infortunio, con un bel controllo di petto in area e l'appoggio di giustezza a battere Scuffet. Il raddoppio arriva con il gol di Vecino, alla prima rete in Serie A, con un piatto destro sugli sviluppi di un calcio di punizione. Terzo gol rossoblu nel finale, con Ibrahimi che si beve un paio di difensori e la mette sul palo lungo, colpendolo prima di insaccare. Bentornato Cagliari.
Atalanta-Chievo 2-1 L'Atalanta ha una preda abbordabile ma rischia comunque di non vincere. Passa in vantaggio con un tiraccio da fuori di Carmona ma si fa raggiungere dal colpo di testa di Dainelli. Con il Chievo in inferiorità numerica per il doppio giallo a Cesar, i bergamaschi trovano il gol della vittoria grazie al neoentrato Cigarini che sfrutta una sponda di Denis e batte Agazzi con un tiro forte e preciso. Vittoria sudata.
Genoa-Catania 2-0 Il Genoa ha un'ottima occasione per sognare l'Europa sempre più da vicino. Il Catania non è certo una vittima impossibile per i liguri e infatti il vantaggio del Grifone è questione di soli 14 minuti: Antonelli conclude un'azione prima calciando sul portiere siciliano Andujar, poi ribadendo in rete. Nonostante l'espulsione per doppia ammonizione di Bellusci, i rossoblu fanno fatica a chiudere la partita. A inizio secondo tempo, Andujar si supera per deviare la bella punizione del fantasista greco Fetfatzidis, ma il portiere argentino non è porprio impeccabile sulla conclusione potente di Sturaro, al primo gol in A. Sulle orme di Signorini e Skhuravy.
Verona-Bologna 0-0 Il Verona ha una ghiottissima occasione, in casa per di più, di fortificare la propria posizione in classifica e invece la spreca malamente, anzi, rischia addirittura di perdere. Il Bologna arriva in Veneto quasi nella veste di vittima sacrificale, con un attacco che segna col contagocce e una difesa che deve affrontare il temibile tridente gialloblu. E invece arriva la partita che non ti aspetti: l'Hellas non punge, il Bologna non rischia e trova addirittura l'occasione del vantaggio con un calcio di rigore per trattenuta in area. Rolando Bianchi angola ma si fa parare la conclusione da Rafael. Entra Cristaldo e si fa subito espellere. Non è decisamente il suo anno, per uno che al Metalist era considerato un talento emergente. Spuntati.
Sassuolo-Parma 0-1 Malesani contro il suo passato, o forse Malesani contro il suo Sassuolo. Fin qui il tecnico ex Parma e Panathinaikos le ha perse tutte in neroverde. E non si smentisce nemmeno stavolta, visto che dopo appena un minuto Biabiany trova libero in area Parolo che insacca il gol partita. Colpa dell'acquazzone, colpa del campo impraticabile? No, dai. Che ci sia qualcosa che non va lo si nota dallo strano caso nato intorno a Berardi, passato da fenomeno in erba a riserva dell'ultima in classifica. Il talentino calabrese ha la sua occasione nel finale ma entra solo per dare una gomitata a Molinaro e farsi espellere in meno di un minuto. Via Malesani, torna Di Francesco (come dicevo la giornata precedente). Al tappeto.
Torino-Sampdoria 0-2 Il Torino trova la Sampdoria sui suoi sogni europei. I doriani arrivano all'Olimpico dopo la prova incolore casalinga contro il Milan ma nonostante tutto, mostrano la grinta infusa da Mihajlovic per mettere alle corde il Toro. I blucerchiati passano in vantaggio con un gol dell'ex Roma e Parma Okaka, abile a piazzare la palla sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma in sospetto fuorigioco per un tocco di Mustafi. Il Toro dalla sua ha un attacco completamente convocato in azzurro anche se non lo mette in mostra in questa partita. Il pareggio infatti stenta ad arrivare, anzi arriva il raddoppio della Samp, con la punizione di Gabbiadini, che trova impreparato Padelli. Lezione di modestia ai granata e ai sogni di gloria.
Livorno-Napoli 1-1 L'anticipo dei posticipi vede di fronte un Livorno che annaspa nelle parti basse della classifica e un Napoli che annaspa, inspiegabilmente, nelle parti alte. Annaspa anche il Napoli perchè, come dimostra anche questa partita, quando il gioco si fa duro, gli azzurri si sciolgono e non danno mai la sferzata vincente. Sta di fatto che agli atti di questa partita, il Napoli si porta in vantaggio grazie a un rigore realizzato da Mertens, per fallo su Pandev. Ma il Napoli non riesce ad ammazzare la partita e il Livorno riesce a trovare il pari con la goffa autorete di schiena di Reina, che si butta dentro il tentativo di salvataggio sul colpo di tacco di M'Baye. Il secondo tempo è la sagra del brutto calcio quindi ve lo risparmiamo dalla sintesi. Pareggio amar(ant)o.
Fiorentina-Lazio 0-1 Uno dei due posticipi della giornata vede la Fiorentina, viola di rabbia per le polemiche relative alla partita precedente con il Parma e la maxi squalifica a Borja Valero per la presunta spinta all'arbitro (4 giornate), affrontare la Lazio, bastonata in terra bulgara. Nello svolgimento della partita invece, è la Lazio a dettare legge, al contrario di come ci si aspettava, vista la inattesa eliminazione dei biancoceleste ad opera dei bulgari del Ludogorets in Europa League. Un gol di testa dell'albanese Cana condanna i viola, incapaci di reagire e di essere propositivi in attacco. Marchetti si riscatta dopo le papere bulgare. Con chi se la prenderanno adesso i Della Valle? Stroncati.
Milan-Juventus 0-2 Una volta era un big match da scudetto, adesso le squadre sono separate da più di 30 punti. Il Milan tira comunque fuori l'orgoglio, mostrando una delle più belle, se non la più bella prestazione della stagione. Ne viene fuori una partita spumeggiante con grandi occasioni per il Milan, non sfruttate (Kakà, Poli su tutti) e una paratona di Abbiati. Poi nel momento migliore dei rossoneri, come con l'Atletico, arriva la doccia fredda: poco prima dell'intervallo c'è il gol di Llorente, che deve solo appoggiare in rete un assist di Lichtsteiner e che spacca la partita. Nel secondo tempo il Milan prova a reagire, ancora con Poli, prima della capocciata con Caceres. Il gol di Tevez (quasi gol dell'ex), che abbatte la porta di Abbiati colpendo la traversa, mette in riga i rossoneri che se ne vanno dal campo delusi per il risultato ma felici della prestazione. Rinascita in vista? Cinismo Juve!

07 gennaio 2014

18° giornata in pillole - Roma giallorossarossa

Chievo-Cagliari 0-0 L'antipasto dello spezzatino dell'Epifania di certo non è di quelli che mettono l'acquolina in bocca. Forse era proprio quello che serviva dopo le grasse abbuffate natalizie, ma la fame di Pinilla ancora non si era del tutto placata. Il bomber cileno infatti calcia un rigore alle stelle in una partita tutto sommato avara di emozioni tra un buon Chievo risanato dalla cura Corini e un Cagliari che ancora stenta a decollare in attesa delle partenze di gennaio. Rimandati.
Fiorentina-Livorno 1-0 Il derby toscano più che una partita di calcio è stata una guerra di nervi: dopo un primo tempo ancora in clima natalizio, senza occasioni da entrambe le parti, il secondo tempo si è rivelato in perfetto clima derby, carico di tensione, calci e un solo gol. Sblocca la partita Gonzalo Rodriguez con un colpo di testa, ma l'attenzione del match è tutta sull'entrataccia di Rinaudo che sega le gambe di Pepito Rossi e scatena l'ira dei tifosi viola e della nazionale. Il difensore livornese si becca il giallo, Rossi si becca una stecca sul ginocchio operato due volte che lo ha tenuto fermo un anno. L'apprensione è parzialmente rientrata perchè sembra che il bomber viola ne avrà al massimo per un paio di mesi, con gli auguri di tutti i tifosi del calcio.
Juventus-Roma 3-0 Il big match tanto atteso è praticamente da dentro o fuori. Con la Juve a 5 punti di vantaggio sulla Roma ci si gioca il tutto per tutto a metà campionato. Si risolve con una partita da Juve della Juve e una partita da Roma della Roma. Roma quella solita di un tempo, che non riesce a reggere con la testa le tensioni generate dall'alta quota della classifica. E dire che la Roma di Garcia era partita pure bene, con una pretattica minuziosissima dei due allenatori. La Juve, inizialmente arrendevole, ha saputo però pazientare e colpire l'avversario in maniera subito letale. Manco a dirlo, anno nuovo, solito marcatore: Vidal. Il cileno sfrutta una bella giocata in area di Tevez, che si beve De Rossi e serve l'appoggio per l'1-0. La Roma barcolla pericolosamente e, mentalmente, non sembra in grado di reggere l'urto. Il raddoppio bianconero arriva nel secondo tempo con una punizione battuta da Pirlo e spinta in rete in scivolata da Bonucci lasciato completamene solo in area giallorossa. Alla mezz'ora De Rossi torna a fare il De Rossi: forse l'essere ancora il "Capitan Futuro" ormai quasi a fine carriera gli pesa troppo e la sua scivolata a gamba alta è da rosso per Rizzoli, che nel primo tempo aveva ammonito Chiellini per un fallo simile su Pjanic. Sugli sviluppi della stessa punizione, Castan anticipa di mano Vucinic per il facile tap-in sulla riga, concedendo alla Juve il rigore e il doppio vantaggio numerico, lasciando la Roma in 9. Il rigore è realizzato dallo stesso montenegrino ex Roma che chiude così il discorso in maniera netta, come sempre contro la Roma allo Stadium. Game, set, match e campionato.
Napoli-Sampdoria 2-0 Durante il pranzo dell'Epifania Mihajlovic sfida Benitez, incappando nel primo stop da quando siede sulla panchina blucerchiata. La partita non è emozionantissima, ma si sblocca nel secondo tempo grazie alla vivacità degli avanti partenopei: il vantaggio azzurro è siglato da Mertens che insacca benissimo sul primo palo al volo un cross basso dalla destra di Higuain. Il raddoppio è firmato ancora dal belga Mertens che calcia una punizione non bellissima, beffano il colpevole portiere sampdoriano. La conferma nel 2014 per il Napoli è che la grande varietà offensiva garantisce sempre molte soluzioni, aspettando ancora il primo gol di Insigne. Godot.
Catania-Bologna 2-0 Il ritorno a casa del figliol prodigo Lodi è salutato dal Catania con un successo. E dire che l'addio in polemica di un anno fa è stato letteralmente spazzato da una vittoria che per i siciliani rappresenta ossigeno puro, vista la classificata altamente deficitaria. Il Bologna resta ancora la squadra anonima e spuntata che però era riuscita a chiudere il 2013 con la vittoria salva-Pioli. Il vantaggio rossoazzurro nasce da una punizione di Lodi pennellata in area, dove Bergessio (al rientro da titolare), in fuorigioco insieme ad altri 4 giocatori del Catania, insacca di testa. Nel secondo tempo è lo stesso Lodi a realizzare il rigore del definitivo 2-0. Luce in fondo al tunnel.
Genoa-Sassuolo 2-0 Le partite vibranti non sono chiaramente ben accette in questa giornata di Serie A e questa non vuole certamente andare controcorrente. Il Genoa si porta quasi subito in vantaggio con un rigore realizzato da Gilardino, capitano dopo l'infortunio a Portanova. Raddoppio dei Grifoni targato Bertolacci, che da due passi insacca un cross dalla destra. Mentre il Sassuolo si lecca le ferite, c'è tempo per un altro rigore in favore dei genoani, ma stavolta Gila non è altrettanto freddo e sbaglia la conclusione. Avanti in scioltezza.
Milan-Atalanta 3-0 Si aspettava con ansia il gol numero 100 di Kakà, si aspettava con ansia l'arrivo di Honda, si aspettava con ansia anche Matri? No dai, per ora non aspettatevi troppo. Il Milan si ritrova senza Montolivo e Balotelli e finalmente Allegri, dopo aver dichiarato l'addio a fine stagione, schiera Cristante dal primo minuto. Il baby '95 rossonero lo ripaga con una traversa nel primo tempo dopo una perfetta azione di contropiede. Il vantaggio milanista arriva con Kakà, già pericoloso in un paio di occasioni, che festeggia con la maglia col numero 100. Il raddoppio del Milan arriva nel secondo tempo, dopo che Benalouane aveva fatto venire i brividi a San Siro siglando il pareggio, annullato per una spintarella su Mexes. Nel momento migliore dell'Atalanta, ancora Kakà punisce i bergamaschi, insaccando da distanza ravvicinata una palla rimpallata da Robinho e fa 101. Ciliegina sulla torta è il gol da fuori di Cristante che trova un bel rasoterra che si insacca dopo aver colpito il palo alla destra di Consigli. Nel finale c'è tempo anche per l'esordio di Rami. Vedremo.
Parma-Torino 3-1 Partita strana a Parma: Toro in vantaggio con Immobile su una bella azione granata, ma pareggio ducale di Marchionni che insacca al volo dal limite. Il raddoppio dei padroni di casa è in stile amarcord: su azione d'angolo Lucarelli insacca di tacco sul primo palo, proprio come fece 15 anni fa Mancini con la maglia della Lazio, proprio contro il Parma. Nell'intervallo arriva la svolta, la strana svolta. Probabilmente insoddisfatto della resa o in seguito a un battibecco, Ventura cambia sia Immobile che Cerci, ma gli entranti Barreto e Meggiorini non risultano essere all'altezza, tanto che il Parma fa 3-1 con il primo gol del 2014, nonchè primo in campionato di Amauri, che fa a sportellate con Glik e insacca in diagonale, dopo aver colpito una clamorosa traversa nel primo tempo. Alti e bassi.
Udinese-Verona 1-3 Questo non è l'anno dell'Udinese. L'ha capito Guidolin, espulso in partita, e l'ha capito Di Natale, che ha dichiarato l'addio al calcio a fine stagione. Chi non molla invece è Luca Toni, autore di una doppietta: il primo gol sfrutta una disattenzione difensiva sia in disimpegno che nel suo portiere. Infatti Brkic non blocca una conclusione non irresistibile del bomber gialloblu e concede il vantaggio. Ancora Toni allunga le distanze portando il Verona sullo 0-2, ma Pereyra riesce ad accorciare dopo un bel sombrero su un difensore veronese. Nel secondo tempo c'è tempo ancora per una serpentina di Iturbe in una difesa di birilli che beffa ancora Brkic con un tiro che si insacca lentamente dopo aver accarezzato il palo. Gelo al Friuli.
Lazio-Inter 1-0 L'ultima partita di giornata vede di fronte la nuova Lazio del vecchio Reja e l'Inter di Mazzarri rivitalizzata dal derby vinto. In realtà di rivitalizzazione c'è poco, se non le polemiche per qualche gaffe arbitrale. Il vantaggio laziale arriva a dieci minuti dalla fine dopo una palla persa sulla fascia sinistra nerazzurra da Nagatomo e sul susseguente cross Klose insacca al volo di destro, come l'anno scorso. Finale in polemica per un probabile rigore ai nerazzurri per il fallo di Dias (manco a dirlo) su Rolando. L'Inter però dimostra di essere poca roba, peggio di Stramaccioni e Benitez. Bene bene.

18 novembre 2013

Verso Brasile 2014 - Belgio

Una delle possibili sorprese del prossimo Mondiale in Brasile, a mio avviso potrebbe essere il Belgio. Dopo un vuoto calcistico durato più di 10 anni (ultima partecipazione in Corea/Giappone 2002, ultimo Europeo in casa nel 2000), i Diavoli Rossi torneranno a calcare il palcoscenico mondiale con una formazione giovane, talentuosa e di tutto rispetto. Non mi aspetto di certo la vittoria, ma l'entusiasmo e le doti tecniche di questi giovanotti (molti naturalizzati dalle varie ex colonie africane) potrebbero portar gloria e soddisfazioni in patria e al loro C.T. Marc Wilmots, ex centrocampista, presente proprio in quell'ultima nazionale belga partecipante al mondiale (3 gol nelle 3 partite del girone, prima dell'eliminazione agli Ottavi col Brasile).
In porta troviamo il giovanissimo Courtois dell'Atletico Madrid, 21 anni, da due anni in prestito in Spagna ma di proprietà del Chelsea, in attesa che sfiorisca Cech. La sua alternativa è Mignolet del Liverpool, diventato titolare dei Reds dopo la partenza di Reina. La difesa è capitanata dal veterano Van Buyten del Bayern, ma registra altri nomi di spicco tra cui il capitano del City (e della nazionale in assenza di Van Buyten) Company, Vermaelen dell'Arsenal, Vertonghen del Tottenham, Aldeweireld dell'Atletico e Lombaerts dello Zenit. Gli esterni di difesa Pocognoli, Van Damme e Gillet, non hanno confermato le belle speranze che erano da giovani, ma restano comunque terzini di affidamento.

31 ottobre 2013

10° giornata in pillole - I Derby dei colori

Atalanta-Inter 1-1 Il derby tutto nerazzurro apre il turno spezzatino infrasettimanale: l'Inter deve sfidare il tabù Bergamo-Denis, con una vittoria che manca dal 2008 e manca anche nel 2013. Apre le marcature Ricky Alvarez su sponda di testa di Palacio, con palla che passa tra le gambe di un difensore atalantino e batte Consigli. Il pari è raggiunto qualche minuto più tardi con Denis che sovrasta di testa, in un derby tutto argentino con Samuel, il difensore interista e batte Handanovic che poi riesce anche a farsi male da solo. 1-1, pioggia a catinelle e forse pochi contenti del risultato, soprattutto a Milano; il Team Mazzarri è ancora in rodaggio e soprattutto spuntato visto che forse perde anche Icardi per infortunio. AAA Milito cercasi.
Cagliari-Bologna 0-3 Derby rossoblu. L'effetto bentornati-a-casa è già svanito e forse Cellino chiederà di tornare a giocare a Trieste. Il Cagliari non ne imbrocca una giusta e ne prende addirittura 3 da un Bologna che fino a domenica scorsa in campionato aveva solo fatto disperare Pioli e tifosi. Nonostante l'assenza di Diamanti, il Bologna espugna il Sant'Elia, portandosi in vantaggio con Garics (proprio lui!) dopo una maldestra respinta di Agazzi. Lo 0-2 è firmato da Capitan Konè, che per una volta decide di non segnare in mezza rovesciata, appoggiando la palla nell'angolino. Lo 0-3 è quasi immediato e lo segna Pazienza, insaccando di testa una punizione calciata dalla trequarti, con la difesa del Cagliari che forse stava decidendo i posti a tavola per la cena. AAA concentrazione cercasi.
Fiorentina-Napoli 1-2 Il match più atteso di giornata regala emozioni e polemiche, ma c'è poco da fare, il Napoli là davanti ha dei ragazzi terribili. Illumina la partita il cross d'esterno di Higuain per il bel diagonale al volo di Callejon, che mi fa chiedere perchè non se lo siano tenuti al Real invece che spendere mille mila milioni di euro per Bale. La Viola agguanta il pari su rigore per qualche sportellata in area partenopea, ovviamente calciato da Giuseppe Rossi. Neanche il tempo di esultare, che Cuadrado rischia di far vedere i sorci verdi agli azzurri, colpendo il legno subito dopo. Ma bisogna fare i conti con la voglia di conquistarsi una maglia da titolare di Mertens in una trequarti affollata di talenti emergenti che non schierava nemmeno Hamsik. Scambio veloce, incursione in area e diagonale mancino nell'angolino, con Neto che non può che restare a guardare. Coronamento del match, giusto per aizzare un po' le polemiche, che ultimamente in casa Fiorentina non mancano mai, il rosso per simulazione (rigore netto) a Cuadrado che a dire di Montella, caso strano verrà squalificato contro il Milan; come se per battere il Milan ci volesse un'impresa. Discutibili.
Genoa-Parma 1-0 Pronti via e calcio di rigore. Da buon ex Gilardino lo sbaglia, giusto per non affrettare il match e gustarselo con calma fino alla fine. Il Parmellona che aveva matato il Milan domenica si presenta a Genova in punta di piedi e torna a casa nello stesso modo. Senza Bolt Biabiany con Palladino in coppia con Cassano, segnare diventa un'impresa mastodontica e giustamente nessuno si osa sconfessare le attese. Infatti per risolvere il match ci vuole il solito colpo di testa del solito Gilardino a inizio secondo tempo. E per ora a Gasp va bene così.
Verona-Sampdoria 2-0 Boh, ci si chiede come mai questo Verona sia arrivato solo ora in Serie A. 19 punti in classifica, quinta posizione, continua a vincere e a convincere. Nonostante sia odiato da tutti in A, si decide di fare un Social gemellaggio coi tifosi della Samp. Forse come azione preventiva per mazzuolare per bene anche la loro squadra e tornare a casa tutti col sorriso. Il risultato è che Juanito apre le marcature a inizio ripresa su assist di Toni e lo stesso Toni le chiede a una decina di minuti dal termine, insaccando un diagonale dopo aver regalato al pubblico un maestoso liscio in stile Gialappa's. Avanti un altro.
Juventus-Catania 4-0 Il nuovo Catania di De Canio vuole partire bene e cosa c'è di meglio che sfidare una Juve incarognita? Certo, se i giocatori si fossero resi conto di giocare contro Tevez e compagni invece che contro il Siena, forse poteva essere di aiuto. Due gol tempo bastano per regolare un Catania che quest'anno è veramente irriconoscibile e ieri è sembrato anche abbastanza sfortunato negli episodi. Il primo gol è di Vidal con un tiro da fuori deviato da Guarente; il secondo è una punizione di Pirlo che batte un Andujar posizionato a casaccio nella porta e palla che si insacca centralmente su una punizione calciata di destro da destra, mah. Terzo gol firmato Tevez dopo un rimpallo che favorisce Llorente e Apache che mette a sedere ancora il portiere argentino. Quarto gol di Bonucci su azione d'angolo battuto da Giovinco che scambia con un compagno, vince il rimpallo con un difensore rossazzurro e appoggia dietro per il facile tocco del difensore bianconero, che stranamente si aggirava in area sotto il limite di velocità consentito. Sforuna o più semplicemente moscerìa del Catania che non vince un rimpallo manco a pagarlo e rende tutto troppo facile alla Juve. Magari l'anno prossimo ci sarà davvero il Siena come avversario.
Livorno-Torino 3-3 Derby granatamaranto, che fondamentalmente sono lo stesso colore ma lo chiamano in modo differente tra Toscana e Piemonte. Derby accesissimo, perchè in men che non si dica, il Torino è addirittura in vantaggio 0-2 nel giro di 8'. Inizia tutto con il gol di Immobile, lesto a insaccare un cross dalla destra di Cerci. Poi tocca a Glik insaccare di testa un calcio d'angolo. Riapre la partita il gol di Paulinho, identico a quello siglato da Immobile e il Livorno raggiunge il pari già alla mezz'ora con il sinistro piazzato di Greco dal limite dell'area dopo il velo di un compagno. Siccome la partita non era stata abbastanza divertente fino a quel punto, Emerson si inventa un capolavoro che fa sobbalzare gli spettatori: supera la metà campo, doppio passo e dalla trequarti scaglia un sinistro sotto l'incrocio. Gol da sigla televisiva e Torino che sprofonda tra le amarezze di Ventura. Nel finale la parata di un difensore amaranto concede il rigore a Cerci che spiazza Bardi e consegna il pari che alla fine sta stretto a tutti. Mal comune mezzo gaudio.
Milan-Lazio 1-1 Ci si aspettava una partita moscia, vista la forma smagliante delle due squadre e per fortuna non sono state tradite le attese. Primo tempo senza verve, con il Milan che gioca anche benino, e che forse reclama per un rigore su Balotelli, se ciò non scatenasse un problema politico ogni volta che tocchi palla. Hernanes è la controfigura di se stesso e la Lazio fatica a ingranare e il primo tempo si chiude senza emozioni, tranne un paio di occasioni sciupate da Kakà. Ma questa è la sua giornata perchè dopo averci provato senza successo, Ricky trova un giro sul secondo palla che lascia San Siro a bocca aperta e fa quasi pensare a una rinascita della squadra. Emozioni che però si bloccano sul nascere, perchè tra la stanchezza di una squadra convalescente e la pochezza tattica dimostrata, il Milan lascia spazio al finto arrembaggio finale della Lazio che trova il pari con Ciani di testa, servito da Candreva. Fischi finali, direi per entrambe e rimonta in classifica rimandata, se ci sarà.
Sassuolo-Udinese 1-2 Il Sassuolo ha iniziato a respirare un po' di più dopo l'apnea delle prime giornate ma tirare il fiato è sempore pericoloso. Si comincia con il rigore all'Udinese per un atterramente in area neroverde piuttosto comico su Basta, della battuta se ne occupa ovviamente Di Natale che segna il milionesimo gol in A. Gli emiliani però ci provano e trovano il pari con Zaza dopo un lancio da distanza siderale della retroguardia del Sassuolo e Naldo che si addormenta permnettendo all'attaccante ex Ascoli di anticiparlo e battere Brkic. Finalmente Muriel! Il colombiano nel secondo tempo trova un bel tiro a giro dal limite dell'area e riporta in vantaggio i friulani che nel finale si trovano anche in superiorità numerica perchè proprio Zaza si fa anche espellere. Gioia e dolori.
Roma-Chievo Verona stasera Partita perfetta per testare il carattere della squadra di Garcia: un record da battere, la sfida all'ultima in classifica e la tranquillità di giocare dopo che tutti hanno già giocato. Riusciranno i nostri eroi clivensi a contrastare il gigante giallorosso? Tutti in sella al proprio destriero.