07 novembre 2013

06 novembre 2013

Maglie storiche - Jubilo Iwata 1995

Totò Schillaci emigra in Giappone, primo giocatore italiano a militare nella J-League

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Stadi - Lužniki

Nome originale: Большая спортивная арена Олимпийского комплекса Лужники
Città: Mosca
Inaugurazione: 1956
Dimensioni: 105 x 68
Capienza: 78.360
Squadra: Spartak, Russia
Partite da ricordare: Manch. Utd - Chelsea 1-1 (6-5 dcr) (2008)
Parma-Marsiglia 3-0 (1999)

La Grande Arena Sportiva del Complesso Olimpico Luzhniki è uno degli stadi della città di Mosca, costruito nel 1956 e inizialmente era chiamato Stadio Centrale Lenin. Il nome attuale Luzhniki (dal 1992) è preso dalle pianure formate in quella zona dal fiume Moscova. Nell'estate del 1980 ha ospitato le Olimpiadi di Mosca, famose per essere state soggette al boicottaggio degli Stati Uniti che non vi parteciparono in seguito all'invasione Sovietica dell'Afghanistan (la storia si ripete). Al tempo delle Olimpiadi, l'impianto e le tribune erano completamente scoperte, solo nel 1996 venne costruita la copertura attuale delle tribune. Ufficialmente è lo stadio della nazionale di calcio russa, oltre che essere utilizzato per ospitare le partite casalinghe dello Spartak Mosca e, per il biennio 2007-2009, anche quelle del CSKA Mosca. In questo impianto si sono tenute solamente due finale di trofei continentali: la finale di Coppa Uefa del 1999 tra Parma e Marsiglia, vinta dagli emiliani per 3 a 0 (Crespo, Vanoli e Chiesa) e la finale di Champions League tra Manchester United e Chelsea, vinta ai rigori dai Red Devils sotto il diluvio di Mosca, dopo lo scivolone di Terry dal dischetto. Sarà lo stadio che ospiterà la finale dei Mondiali previsti in Russia per il 2018.
Lo stadio è tristemente noto (o meglio non noto) anche per una tragedia, molto simile a quella dell'Heysel o dell'Hillsborough, accaduta solo due anni prima del crollo allo stadio di Bruxelles. La vicenda non è nota semplicemente perchè al tempo, il regime sovietico decise di insabbiare l'incidente per evitare ripercussioni di immagine, e non, a livello internazionale, ma nell'occasione morirono ben 66 spettatori (o forse addirittura 134):
il 20 ottobre 1982, in occasione della partita di Coppa Uefa tra lo Spartak e gli olandesi dell'Haarlem, sul risultato di 1-0 per i padroni di casa e a pochi minuti dalla fine, alcuni spettatori iniziarono a lasciare lo stadio, spinti anche dal clima rigido di quella sera e la pioggia battente (la copertura delle tribune venne costruita 14 anni dopo). Al minuto 88' però, il gol di Svecov per il raddoppio dei russi fece tornare sui loro passi quelli che stavano abbandonando lo stadio, ostacolati però dalla polizia che ne impediva il rientro. L'affollamento che si generò sulla scalinata fu tale da farla crollare e far morire schiacciate 66 persone (134 stabilite da una corte nel 1989). L'incidente fu prontamente insabbiato dai sovietici, che lo fecero passare come un incidente con alcuni feriti, senza riportare la gravità dei fatti realmente accaduti. L'unico condannato al processo che venne fatto nel 1983 fu il custode dello stadio, per giunta neo assunto. Il 20 ottobre 2007, a distanza di 25 anni dalla tragedia, venne giocato un match commemorativo tra gli ex giocatori delle due squadre, ma ancora nessuno si è scusato per quanto avvenuto.

La frase del giorno - 6 Novembre 2013

"L'Inter può vincere la Champions un anno perchè ha buoni giocatori, ma non rimarrà certo nella storia"
Xavi Hernandez

05 novembre 2013

Stadi - Vélodrome

Nome originale: Stade Vélodrome
Città: Marsiglia
Inaugurazione: 1937
Dimensioni: 105 x 68
Capienza: 60.032
Squadra: Olympique Marsiglia
Partite da ricordare: Olympique Marsiglia-Milan sospesa (1991)

Lo stadio Vélodrome è il più grande stadio francese a ospitare una squadra di calcio, con i suoi 60.000
spettatori. Venne costruito nel 1937 e inizialmente, come suggerisce il nome, ospitava anche delle gare di ciclismo. La pista adibita a queste gare però è andata col tempo rimpiazzata dagli spalti fino ad occuparla interamente. La caratteristica principale dello stadio sono le sue tribune molto ampie e totalmente scoperte, ad eccezione di una. I lavori attualmente in corso per la rimodernizzazione dell'impianto in occasione degli Europei in Francia del 2016, prevedono la copertura totale degli spalti.
Lo stadio venne inaugurato nel 1937 da una partita amichevole tra Marsiglia e il Torino di Raf Vallone (che poi diventò attore) vinta dai padroni di casa per 2-1. Nonostante ciò, inizialmente l'OM era restìo all'utilizzo di questo campo, in quanto di proprietà del comune, restando maggiormente legato allo stadio Huveaune, ma dopo la Seconda Guerra Mondiale, la squadra si trasferì definitivamente al Vélodrome. Dagli anni '70 l'Olympique iniziò a condividere lo stadio con le partite di rugby e proprio nel 1970 ci furono i primi lavori di restauro per installare le torrette dell'illuminazione e ingrandire le tribune che arrivarono fino a 55.000 seggiolini. Lo stadio che aveva già ospitato due partite dell'Italia campione del mondo ai mondiali del '38 e due partite dell'Europeo '60, ospitò anche altre due partite all'Europeo del 1984, vinto proprio dai padroni di casa che qui giocarono la Semifinale vincente contro il Portogallo. Al Mondiale del 1998 vennero giocate ben 7 partite, tra cui Italia-Norvegia 1-0 con gol di Vieri e la semifinale Brasile-Olanda, terminata con la vittoria dei verdeoro ai calci di rigore. Ma la partita che più di tutte ha fatto la storia del Vélodrome è sicuramente OM-Milan della Coppa Campioni 1991.
Il 20 marzo 1991 si gioca a Marsiglia il ritorno dei Quarti di Coppa Campioni tra Olympique Marsiglia e Milan. Dopo il pari dell'andata per 1-1 con il gol di Gullit e il pareggio di Papin, il Marsiglia deve amministrare il punteggio, favorito dal gol segnato in trasferta. La partita si mette bene per i francesi che giocano meglio e trovano anche il gol del vantaggio con l'inglese Waddle al 75'. Quando siamo ormai allo scadere, avviene l'incredibile: minuto 88, su un'azione pericolosa orchestrata da Abedi Pelè, si spegne un riflettore dello stadio. L'arbitro svedese Bo Karlsson sospende momentaneamente il match, ma le luci non tornano. Galliani decide di scendere in campo e ritirare la squadra. La decisione non viene presa bene dalla Uefa che penalizza il Milan con la sconfitta a tavolino e l'esclusione da tutte le competizioni internazionali l'anno successivo.

Maglie storiche - Chelsea 1997

La prima stagione di Vialli al Chelsea

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La frase del giorno - 5 Novembre 2013


"Ci sono solo due squadre nel Merseyside: il Liverpool e le riserve del Liverpool"
Bill Shankly

04 novembre 2013

Allenatori da giocatori - Carlo Mazzone

Inutile fare presentazioni di un mostro sacro del calcio italiano come Carletto Mazzone. La sua corsa sotto la curva dell'Atalanta dopo il 3-3 del suo Brescia, Baggio, Guardiola, Signori e il Bologna in Uefa: tutto ciò che ha caratterizzato la sua lunghissima carriera da allenatore. Vediamo però quello che ha combinato sui campi di calcio quando ancora indossava maglietta e pantaloncini visto che lui la tuta della squadra la indossava anche in panchina da allenatore: si parte dalle giovanili della "sua Roma, con tanto di esordio in Serie A con Ghiggia a 22 anni sul finire della stagione 1958-59, grazie all'allora allenatore Nordahl in panchina. Il suo ruolo era quello di stopper di grande carisma e dalle maniere forti. L'anno successivo al suo esordio passa alla SPAL, allora in Serie A, ma non gioca mai e viene girato in prestito al Siena in Serie C. La svolta della sua carriera arriva con il suo passaggio ad Ascoli, sempre in C, nell'allora Del Duca Ascoli del produttore cinematografico Cino Del Duca. Restò all'Ascoli per 9 anni, da calciatore, imponendosi come capitano della squadra e ponendo le basi per la sua futura carriera di allenatore. La sua esperienza in panchina infatti comincerà proprio ad Ascoli, nell'ultimo anno di attività agonistica in seguito alla frattura della gamba destra e Sor Carletto porterà la compagine bianconera dalla C alla A, prima di guadagnarsi panchine più prestigiose come Fiorentina, Roma e Napoli oltre alle già citate Brescia e Bologna.

Carriera da giocatore (fonte Wikipedia):
1958-1959Roma Roma2 (0)
1959SPAL SPAL0 (0)
1959-1960Siena Siena13 (0)
1960-1969Ascoli Ascoli221 (11)

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11° giornata in pillole - Super Sassuolo

Parma-Juventus 0-1 Il Parma dovevo confermare il suo trend positivo, dopo la vittoria in extremis contro il Milan e si ritrova davanti una Juve non proprio al top e forse con la testa già al Real. La Juve però sveste forse i panni della modalità Agghiacciante e mette quelli della modalità Capello. Il risultato infatti è un classico 1-0 alla Capello, venuto fuori innanzitutto non prendendo gol e poi con l'invenzione di Quagliarella che, appena entrato trova un tiro che sorprende tutti, sbatte contro la traversa e permette a Pogba di insaccare facile facile. Cinici.
Milan-Fiorentina 0-2 In questo momento vorrebbero giocare tutti contro il Milan, vista la facilità con cui gli avversari banchettano sui resti del cadavere rossonero. Ancora una volta tatticamente indecente, il Milan lascia strada aperta anche ai viola che si presentano in campo con una formazione molto rimaneggiata, ma che dimostra voglia e talento. Nonostante un Rossi non ai massimi livelli, risorge Vargas, dopo il recupero di un giocatore che era stato messo ormai alla porta, che trova il vantaggio con una punizione deviata da Muntari. Il raddoppio viene siglato nel secondo tempo da Borja Valero, nel mezzo del nulla rossonero. Balotelli ai limiti del fastidioso. SOS.
Napoli-Catania 2-1 Il Napoli continua a regalare spettacolo ed emozioni, seppur per assurdo in una partita che rischia quasi di pareggiare nonostante il dominio dimostrato. Higuain spara ancora a salve, ma finchè c'è uno come Callejon va bene anche che il Pipita stecchi qualche partita (un po' troppe forse a dire il vero fino a questo momento). Proprio Callejon porta in vantaggio gli azzurri con bel sinistro dal limite e il raddoppio siglato Hamsik con una bella azione orchestrata sembra poter essere una mazzata per una squadra di per sè già massacrata come il Catania. E invece i siciliani si rimettono in corsa con il gol di Castro ben imbeccato da Biraghi e nel secondo tempo rischiano persino il gol del pari e reclamano per un rigore dubbio. Ancora in corsa.
Livorno-Atalanta 1-0 Nei momenti delicati queste partite rischiano di essere più noiose di un sermone in aramaico antico, ma nonostante il risultato, la partita è stata piuttosto scoppiettante, con gli amaranto che trovano quasi subito il vantaggio con un bel diagonale di Paulinho. Alla ricerca della felicità, o meglio della rimonta, l'Atlanata si scopre e lascia praterie agli atacchi dei toscani che però non riescono mai a concretizzare. Premio fair play a Carmona che, visto l'impegno per pranzo, decide di uscire prima dal campo abbattendo un avversario. Nel finale palo per il giovane Duncan in prestito dai San Antonio Spurs.
Lazio-Genoa 0-2 La matematica non è un'opinione e Milan e Lazio lo dimostrano. Se mercoledì tra di loro hanno pareggiato, vista la debacle casalinga offerta dai rossoneri nell'anticipo di sabato, anche i biancocelesti non vogliono essere da meno e infatti ottengono lo stesso risultato: 0-2 per gli altri. Quando ti ritrovi di fronte un Genoa che tutti davano per disperso ma che è stato rivitalizzato dalla cura Gasp il conto è presto fatto. Prima Kucka con un'incursione in area dopo un gol divorato da Gila che scherza un Ciani da censura calcistica. Poi lo stesso Gila trasforma un rigore conquistato da Antonelli con tocco di mani ai limiti del comico da parte di (devo dirlo?) Ciani, da censura calcistica. E dire che questa partita nelle scorse stagioni era finita nell'occhio del calcio scommesse. AAA Mauri e Sculli cercasi.
Sampdoria-Sassuolo 3-4 Sì, ok, tutti abbiamo scherzato sulla retrocessione già matematicamente conquistata dal Sassuolo dopo due partite, ma nessuno si aspettava questa ripresa vigorosa. Quando ti ritrovi di fronte una Samp che gioca contro se stessa però, tutto sembra più semplice. E dire che i blucerchiati erano anche passati in vantaggio con un colpo di testa di Pozzi. Nel secondo tempo però un imbeccata di Berardi riequilibra i giochi. Lo stesso giovane neroverde porta in vantaggio gli emiliani con un rigore regalato da Costa, che nell'occasione si fa anche espellere. Il terzo gol arriva da Floro Flores su un regalo ancora della difesa doriana. Allora dopo aver toccato il fondo ecco la sorpresa: nemmeno un paio di minuti ed Eder fa 2-3, poi è De Silvestri a portare il risultato in pari sul 3-3 nonostante l'inferiorità numerica. Ma la sorte tira brutti scherzi a volte, perchè lo stesso De Silvestri con una scivolata insensata regala un altro rigore allo scadere Berardi, che realizza la tripletta: 3-4. La rimonta continua.
Udinese-Inter 0-3 Nella lista delle delusioni dell'anno, dopo Milan e Lazio, al terzo posto troviamo l'Udinese. Irriconoscibili rispetto agli anni scorsi, forse per una volta l'infornata di talentini scovati dagli osservatori guidati da Carnevale ha fallito. Lì davanti persino Di Natale sembra la controfigura di se stesso e Muriel gioca con una svogliatezza pari solo a quella di Balotelli. Ecco perchè Cambiasso e Co. passeggiano al Friuli, portandosi in vantaggio con Palacio, raddoppiando con Ranocchia al volo, dopo un'escursione a vuoto di Brkic e chiudendo nel finale con una fuga solitaria di Palacio che appoggia dentro per il tocco a porta vuota di Alvarez. Se non fosse che si fanno male Samuel e Jonathan e Juan diffidato che si fa ammonire, sarebbe stata una gran giornata per Mazzarri. 118.
Verona-Cagliari 2-1 That's Verona Show! I gialloblu non si fermano più e volano al quarto posto in classifica. Stavolta a subirne le conseguenze è il Cagliari in formato Uffdobbiamoandareagiocarefinlaggiù. Apre le marcature Toni versione mondiale del 2006, lasciato completamente da solo in area di rigore e insaccando di testa, però così è troppo facile! Il raddoppio arriva da Jankovic e solo nel finale Daniele Conti trova il gol della bandiera, anche se ormai la squadra aveva già un piede sulla scaletta dell'aereo. Va' pensiero.
Torino-Roma 1-1 Prima o poi doveva succedere. Ebbene sì, la Roma non ha vinto. Fino all'anno scorso questa non avrebbe minimamente fatto notizia, ma ora ci eravamo abituati bene con la banda di Garcia. A fermarlo è stato proprio il Toro che in casa ha deciso di pareggiare con tutte le grandi, derby a parte. Ma la Roma era anche passata in vantaggio con una bella azione sulla fascia concretizzata da Strootman, lasciando intendere che sarebbe potuta essere una domenica da 11 su 11 o da 10 e lode se preferite. E invece il Toro si rende pericolosissimo con Meggiorini che imita Totti con un favoloso diagonale al volo di sinistro ma trova il tuffo plastico di De Sanctis. Lo stesso Meggiorini poi vince il contrato a sportellate con Benatia e mette in mezzo per il tocco facile sotto porta di Cerci, che già nel primo tempo aveva provato a far saltare la baracca. Risultato di parità che va bene a entrambe, anche se ora per i giallorossi comincia il bello, o il brutto. Fuori i denti.
Bologna-Chievo stasera Il monday night offre un palinsesto di altissimo livello. Oppure potete guardare Bologna-Chievo. A voi la scelta.

La frase del giorno - 4 Novembre 2013


"Il bello di Del Piero è che sarà sempre un supereroe della Juve"
Andrea Agnelli